La vertenza PayCare entra nell’ultimo miglio. Sul tavolo ci sono trentacinque posizioni a rischio, una finestra decisionale che si chiude il 31 marzo e un periodo di ammortizzatori sociali di dieci mesi che funge da rete di protezione nella fase di transizione. Con la chiusura del confronto formale tra azienda e organizzazioni sindacali sulla procedura di esubero, ora la palla passa ai singoli interessati, chiamati a scegliere quale strada intraprendere.
Entro la fine di marzo dovrà essere formalizzata l’opzione individuale: aderire al percorso di uscita incentivata oppure confluire, a partire da gennaio 2027, nella nuova realtà societaria che farà capo al perimetro Konecta. In entrambe le ipotesi resta confermata la copertura degli ammortizzatori fino al 31 dicembre, per un arco temporale complessivo di dieci mesi.
“Come ha chiarito l’azienda, entro il 31 marzo viene chiesto un pre-accordo: chi intende rimanere confluirà dal 1° gennaio 2027 nella nuova società collegata a Konecta, mentre chi sceglie l’incentivo dovrà comunque formalizzare una preadesione entro il 31 marzo 2026”, spiega Giuseppe Cesarano, segretario generale Fim Cisl Siena. “Per noi il fattore tempo è sempre stato centrale: qualunque sia la scelta, è garantita la copertura degli ammortizzatori. I dieci mesi di cassa integrazione fino a dicembre 2026 rappresentano un punto cruciale dell’intesa”.
Secondo Cesarano, però, la partita non si gioca solo sul piano procedurale: “Ora il confronto vero si sposta sul territorio. Serve lavorare e accelerare sul piano di sviluppo per Siena, capire quali prospettive concrete ci siano. Il dottor Corradi è stato a Roma, chiederemo aggiornamenti anche su questo fronte e su altre vertenze rilevanti come Beko e Paycare: le politiche attive diventano decisive”.
Sulla stessa linea Daniela Miniero, segretaria generale Fiom Cgil Siena, che sottolinea il lavoro di messa in sicurezza del testo dell’accordo: “Abbiamo definito alcuni aggiustamenti per rendere il documento ancora più chiaro e blindare gli intendimenti già emersi nell’ultimo incontro. Chi non intende intraprendere il percorso di ricollocazione può accedere all’incentivo, utilizzando per intero il periodo di cassa integrazione fino al 31 dicembre 2026 come paracadute”.
“Ora siamo in attesa dei testi definitivi – aggiunge Miniero – poi si potrà procedere con la firma del verbale di accordo. In una fase successiva, dopo le adesioni, si aprirà anche il passaggio delle conciliazioni individuali”.
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Paycare, vertenza al rush finale: 35 posizioni a rischio, decisioni entro il 31 marzo
Entro la fine di marzo dovrà essere formalizzata l’opzione individuale
Di Redazione | 25 Febbraio 2026 alle 15:00
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