Nel pieno della fase pre-congressuale del Partito Democratico senese, mentre si rincorrono nomi e ipotesi sulla successione alla guida provinciale, arriva la presa di posizione di Gabriele Berni, punto di riferimento dell’area riformista dem. Un intervento che sposta il focus dal “totonomi” ai contenuti, indicando priorità e visione per il futuro del partito e del territorio.
“Abbiamo già condiviso un documento – spiega Berni – con chi da tempo porta avanti una riflessione chiara: quella di una vocazione di governo orientata al futuro, coerente con la tradizione amministrativa della provincia di Siena”.
Per l’esponente riformista, il passaggio congressuale rappresenta un momento delicato, che impone scelte nette: “Viviamo una fase difficile, lo dicono molti indicatori, a partire da un dato demografico preoccupante. Dobbiamo favorire nuovi insediamenti produttivi, soprattutto nella manifattura, e recuperare il ritardo infrastrutturale. L’isolamento è un lusso che non possiamo più permetterci”.
Da qui la richiesta di un cambio di passo: prima dei nomi, servono obiettivi chiari. Il termine per le candidature è fissato al 23 aprile, ma per Berni la priorità è definire la linea politica. “Chi si candiderà dovrà assumersi responsabilità precise. Serve un segretario o una segretaria con il coraggio delle scelte”.
Un messaggio che guarda anche oltre i confini provinciali: “Non possiamo più permetterci logiche di autosufficienza. Dobbiamo collocarci in una dimensione più ampia, che non può essere solo quella regionale”.
L’area riformista si dice pronta a sostenere chi saprà interpretare questa visione, anche al di là delle appartenenze interne: “Sosterremo chi meglio rappresenterà queste idee. Pensiamo a un partito utile ai cittadini, non solo a se stesso”.
Nel ragionamento di Berni entra anche il quadro politico più ampio, a partire dalle prossime scadenze elettorali: le politiche del 2027 e le amministrative del 2028 a Siena.
Ma anche in questo caso, l’invito è a evitare personalismi prematuri: “Dobbiamo valorizzare il patrimonio emerso dall’ultima consultazione referendaria e costruire un progetto capace di tenere insieme sensibilità diverse. Legare subito tutto ai nomi rischia di farci perdere un’altra occasione”.
Un riferimento implicito anche al dibattito nazionale e alla leadership del partito guidato da Elly Schlein, con Berni che richiama la necessità di “un grande movimento popolare e partecipativo” in cui i partiti si mettano al servizio di un progetto più ampio.
Infine, lo sguardo torna su Siena città, nodo strategico per l’intero territorio provinciale: “Se non saremo in grado di costruire un progetto all’altezza per il 2028, come già accaduto negli ultimi passaggi amministrativi, sarà un’occasione persa non solo per la città ma per tutta la provincia”.
La ricetta è chiara: “Serve un progetto largo, capace di includere esperienze civiche e valorizzare le migliori competenze. Il profilo deve essere fortemente cittadino, ma con una visione territoriale. Solo così potremo ottenere un risultato all’altezza della nostra comunità”.
Un intervento che, più che indicare nomi, prova a tracciare la rotta: riformismo, apertura e coraggio, per affrontare una fase che Berni definisce senza mezzi termini “decisiva” per il futuro del Partito Democratico senese.