Piancastagnaio, 50 posti di lavoro a rischio: sciopero e appello per un tavolo regionale

E' stata avanzata una richiesta formale alla Regione Toscana per l’apertura di un tavolo di crisi regionale

Di Redazione | 2 Aprile 2026 alle 18:30

Piancastagnaio, 50 posti di lavoro a rischio: sciopero e appello per un tavolo regionale

Sciopero e stato di agitazione per i lavoratori della Logimer di Piancastagnaio, in Amiata, dopo che la Cesar Spa – società legata al marchio Acqua & Sapone – ha confermato la volontà di smantellare il sito produttivo. Una decisione che rischia di avere pesanti ripercussioni occupazionali e che ha immediatamente innescato la mobilitazione sindacale.

Nella giornata di oggi i dipendenti hanno incrociato le braccia per quattro ore, nell’ambito di un pacchetto complessivo di 16 ore di sciopero proclamato da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Toscana dell’area di Siena. La protesta è stata decisa dopo un incontro con l’azienda, durante il quale – spiegano i sindacati – è stata “di fatto confermata la volontà di smantellare il sito produttivo di Piancastagnaio, senza possibilità di ripensamento”.

Lo sciopero ha consentito ai lavoratori di riunirsi in assemblea davanti allo stabilimento per fare il punto sulla vertenza e valutare le prossime iniziative. Al centro, la difesa dell’occupazione: sono oltre 50 i posti di lavoro a rischio, senza contare l’indotto.

Il clima tra i dipendenti è teso. “C’è un mix di rabbia e delusione”, ha dichiarato Gianluca Scartoni della Filcams Cgil di Siena, al termine della mobilitazione. Il sindacato punta il dito contro le strategie aziendali, parlando di “un fondo internazionale che vuole massimizzare i profitti sulla pelle dei lavoratori”.

Parallelamente alla protesta, è stata avanzata una richiesta formale alla Regione Toscana per l’apertura di un tavolo di crisi regionale, con il coinvolgimento delle istituzioni. “È necessario tenere aperto questo sito produttivo”, ha ribadito Scartoni.

La vertenza entra così in una fase cruciale: da un lato la mobilitazione dei lavoratori, dall’altro il tentativo di aprire un confronto istituzionale che possa scongiurare la chiusura e garantire un futuro occupazionale al territorio dell’Amiata.



Articoli correlati