Scontro politico anche con riflessi locali dopo la nomina di Maurizio Gasparri alla presidenza della Commissione Esteri e Difesa del Senato. A intervenire è Alleanza Verdi e Sinistra, che punta il dito contro il Partito Democratico e, in particolare, contro il senatore senese Silvio Franceschelli, tra i parlamentari che hanno votato a favore.
Secondo AVS, quella di Maurizio Gasparri rappresenta “l’ennesimo atto di occupazione padronale delle istituzioni” da parte di Forza Italia. La nomina arriva dopo le dimissioni dello stesso Gasparri dalla guida del gruppo senatoriale, in un quadro di tensioni interne al partito, e viene letta come un “premio di consolazione” frutto di equilibri politici più che di merito.
Una ricostruzione che richiama anche l’avvicendamento con Stefania Craxi, nuova capogruppo al Senato per Forza Italia, in quello che AVS definisce un “girotondo di poltrone”.
A rafforzare la critica è il presidente del gruppo Misto, Peppe De Cristofaro, esponente di Alleanza Verdi e Sinistra, che parla di un metodo “sistematico” nell’utilizzo delle cariche istituzionali. AVS, non essendo presente in Commissione, non ha potuto votare contro, ma ha ribadito la propria contrarietà.
Nel mirino, però, finisce anche il comportamento di alcuni esponenti del Partito Democratico. Nonostante le indicazioni contrarie espresse dal capogruppo PD in commissione Alessandro Alfieri, quattro senatori dem hanno votato a favore della nomina: tra questi anche Silvio Franceschelli (insieme a Graziano Delrio, Pier Ferdinando Casini e Francesca La Marca).

Ed è proprio su questo punto che AVS chiede chiarimenti: “Nessuna spiegazione pubblica è stata fornita agli elettori”, si legge nella nota. Da qui la richiesta al PD e allo stesso Franceschelli di motivare apertamente la scelta.
Una presa di posizione che chiama direttamente in causa anche il territorio senese, dove Franceschelli rappresenta un punto di riferimento politico. AVS sollecita “trasparenza” e sottolinea come, a suo avviso, un’opposizione credibile non possa “criticare in pubblico ciò che poi avalla in commissione”.
Il caso, dunque, assume una dimensione non solo nazionale ma anche locale, con possibili riflessi nel dibattito politico senese, in attesa di una eventuale replica del senatore dem.