La Corte di Cassazione ha annullato la condanna per dieci agenti della penitenziaria accusati di tortura, per il presunto pestaggio ai danni di un detenuto nel carcere di San Gimignano avvenuto nell’ottobre 2018, con rinvio alla corte d’appello di Firenze per un processo di secondo grado bis. Un anno fa, la corte d’appello di Firenze aveva confermato la condanna, inflitta in primo grado in abbreviato, ai dieci poliziotti con pene comprese tra 2 anni e 3 mesi a 2 anni e 8 mesi di reclusione. I giudici della quinta sezione penale della Cassazione hanno accolto la richiesta del procuratore generale Nicola Lettieri aveva sollecitato l’annullamento delle condanne per i poliziotti accusati di tortura “per assenza di elementi sufficienti a pervenire alla certa affermazione di responsabilità” in merito al reato contestato. “Risultato storico, orgoglioso, dopo quasi 7 anni riuscire a escludere il reato di tortura per la prima volta nella storia di questo reato attraverso una pronuncia della suprema corte, e’ ciò che abbiamo inseguito da sempre” commenta l’avvocato Manfredi Biotti, legale difensore di 5 dei 10 agenti a processo. Parole a cui fanno eco quelle dell’avvocato Stefano Cipriani, difensore di un imputato: “Soddisfatto due volte. Perché evidentemente la Corte ha ritenuto che i fatti di Ranza non possano costituire una “tortura” ma soprattutto perché, annullando la sentenza con riferimento al concorso nelle lesioni, è stato riconosciuto quello che questa difesa ha sempre sostenuto e cioè che chi come il mio assistito, si è limitato a presenziare ad un trasferimento di cella di un detenuto su indicazione di un superiore non può rispondere di atteggianti scorretti o improvvidi di altri”.
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Presunte torture in carcere a San Gimignano, annullata la condanna per 10 agenti
La Cassazione dispone un nuovo processo d'appello per il presunto pestaggio del 2018
Di Cristian Lamorte | 10 Aprile 2026 alle 0:09
Giornalista dal 2006 ama il suo mestiere perché gli consente di alzarsi ogni mattina senza sapere cosa farà del resto del giorno. Ama le storie, quelle da leggere e quelle da raccontare. Detesta chi guarda invece che osservare, predilige un ricco silenzio ad un povero sproloquio. Nel tempo libero si dedica ai libri e al cammino, in un costante passo dopo passo lungo la linea sottile tra ragione e follia. La stessa linea che lo spinge a ricercare ogni giorno, dopo essersi svegliato, una nuova pagina da scrivere.
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