Rafforzare il ruolo delle Pro loco come presidio culturale e sociale della Toscana e, per la prima volta, dotarle di strumenti concreti di sostegno. È questo l’obiettivo della nuova legge regionale 54/2025, presentata a Palazzo Strozzi Sacrati dal presidente della Regione Eugenio Giani, dall’assessora al turismo culturale Cristina Manetti e dal consigliere speciale Alessio Spinelli.
La normativa, entrata in vigore il 1° gennaio 2026, segna un passaggio storico: per la prima volta le pro loco vengono riconosciute formalmente e sostenute con risorse dedicate. In Toscana si stima la presenza di circa 400 Pro loco, diffuse non solo nei 273 comuni ma anche nelle frazioni, a testimonianza di un radicamento capillare nel territorio.
Fondo regionale e Registro: cosa cambia
Tra i punti centrali della riforma c’è l’introduzione di contributi economici strutturati, con uno stanziamento di 700mila euro complessivi per il biennio 2026-2027. Le risorse saranno assegnate tramite bandi pubblici, premiando qualità dei progetti, sostenibilità e valorizzazione delle tradizioni locali.
Elemento chiave è poi il Registro regionale delle Pro loco, necessario per accedere ai finanziamenti e per garantire trasparenza e uniformità. Le domande sono aperte dal 25 marzo 2026 e dovranno essere presentate online: chi si iscriverà entro il 24 maggio potrà partecipare ai bandi già per quest’anno.
Giani: “Sostegno strutturato e riconoscimento atteso”
Il presidente Eugenio Giani ha sottolineato il valore strategico della legge: “Abbiamo voluto istituzionalizzare le pro loco, realtà di volontariato che rappresentano il legame più autentico tra cittadini e territorio. Con questa legge introduciamo per la prima volta un sostegno strutturato, con un fondo annuale che quest’anno è di 350mila euro, e un Registro che consentirà anche di affidare loro servizi pubblici e sviluppare progetti territoriali”.
Giani ha evidenziato come l’intervento punti a dare “fiducia e legittimazione istituzionale a un patrimonio straordinario di partecipazione”.
Manetti: “La Toscana diffusa passa da qui”
Per l’assessora Cristina Manetti si tratta di una svolta: “È la prima legge dedicata alle Pro loco, accompagnata da un censimento completo. Parliamo di realtà profondamente radicate, fondamentali per promuovere iniziative in modo capillare. Questa è la Toscana diffusa che vogliamo valorizzare”.
Spinelli: “Circa 400 realtà, il Registro sarà decisivo”
A dare il quadro numerico è stato Alessio Spinelli: “In Toscana si rasenta il numero di 400 Pro loco, considerando anche quelle nelle frazioni. Il Registro è fondamentale per censirle con precisione e poterle affiancare meglio, aiutandole anche dove gli enti locali non riescono ad arrivare per mancanza di risorse strutturali”.
Verso progetti condivisi e Osservatorio regionale
La legge introduce anche un cambio di paradigma: saranno incentivati progetti in forma associata tra più territori, per superare la frammentazione e aumentare l’impatto delle iniziative.
A completare il sistema, nasce un Osservatorio regionale sulle Pro loco, con funzioni di monitoraggio e coordinamento, e sarà avviato un confronto con i territori per definire i prossimi bandi.
Una riforma che punta, dunque, a consolidare il tessuto associativo toscano e a valorizzare in modo sempre più integrato il patrimonio culturale e identitario della regione, partendo proprio da quelle realtà che, ogni giorno, tengono vivi borghi e comunità.