“La scelta della Regione Toscana di proseguire con il servizio dello psicologo di base è lungimirante: i numeri registrati durante la sperimentazione confermano che la domanda di supporto psicologico è concreta e trasversale. Andare avanti è un passo verso la costruzione di un presidio stabile di salute pubblica.”
A dirlo è Maria Antonietta Gulino, presidente dell’Ordine degli Psicologi della Toscana e del Consiglio nazionale dell’Ordine degli Psicologi, commentando la decisione della giunta regionale toscana di prorogare di un anno il servizio dello psicologo di base.
“Il servizio funziona. Nei primi 18 mesi di sperimentazione, si sono rivolti agli psicologi di base circa 2300 toscani: circa 1000 nella Asl Toscana Centro, dove è stato attivato a Firenze, Calenzano, San Marcello in Piteglio, Empoli, Greve in Chianti e Vernio; oltre 800 nella Asl Toscana Sud Est, tra Arezzo, San Giovanni Valdarno, Siena, Abbadia San Salvatore, Grosseto e Orbetello; quasi 500 nella Asl Toscana Nord Ovest, tra Lucca, Livorno, Pisa, Massa Carrara e la Versilia” spiega Gulino.
“Fin dall’avvio del percorso con la Regione Toscana – prosegue la presidente – abbiamo ritenuto fondamentale monitorare con attenzione gli accessi e l’impatto del servizio, per verificare che le risorse pubbliche producessero un effettivo miglioramento della salute psicologica. I risultati raccolti in questo anno e mezzo mostrano che l’assistenza primaria intercetta un disagio diffuso e offre risposte tempestive, evitando che situazioni complesse diventino patologia.”
“Il servizio, attivo nelle tre aziende sanitarie toscane, ha visto un progressivo incremento degli psicologi impiegati, segno di una richiesta in crescita. Se ulteriormente rafforzato – sottolinea la presidente dell’Ordine – potrà raggiungere ancora più cittadini. Oggi intercettiamo bisogni che riguardano bambini e adolescenti, sempre più esposti a fragilità, ma anche adulti e persone anziane, in una società che cambia e in cui aumentano solitudine, incertezze e transizioni di vita complesse.”
Gulino evidenzia anche l’innovativo valore culturale del servizio: “Lo psicologo di base contribuisce a normalizzare la richiesta di aiuto, a superare lo stigma, a ridurre le liste di attese ai servizi specialistici o al pronto soccorso. È un servizio di primo livello che promuove un approccio integrato alla salute, in collaborazione con medici di medicina generale e pediatri di libera scelta. La presa in carico avviene in rete: quando emerge un quadro più complesso, la persona viene indirizzata ai servizi specialistici, ma l’obiettivo primario resta la prevenzione.”
“Intervenire precocemente davanti a eventi critici della vita – un lutto, una diagnosi, la perdita del lavoro, una separazione – significa sostenere le persone prima che il disagio si trasformi in disturbo patologico. È questa la differenza tra una politica che si muove solo in emergenza e una politica che si preoccupa della salute pubblica partendo dalla prevenzione,” aggiunge.
“Anche la decisione della Toscana – conclude – consolida un modello che guarda al futuro e mette al centro la salute mentale come parte integrante della salute complessiva della persona.”