Il Comune di Siena non chiude la porta alla proposta della Provincia di utilizzare l’immobile di viale Sardegna per ospitare gli uffici della Questura, ma mette in guardia sui tempi e sulle procedure necessarie per trasformare l’ipotesi in una soluzione concreta. A intervenire è il vicesindaco e assessore all’Urbanistica Michele Capitani, dopo la proposta avanzata dalla presidente della Provincia Agnese Carletti.
“La presidente Agnese Carletti sa bene che il Comune di Siena è da sempre disponibile a sedersi attorno a un tavolo per valutare tutte le opportunità – afferma Capitani – ma i tempi immediati della necessità di spostare l’Ufficio Immigrazione della Questura di Siena non sono compatibili con altre soluzioni future”.
È soprattutto la questione temporale, dunque, a rappresentare secondo Palazzo Pubblico il principale ostacolo all’ipotesi viale Sardegna. Capitani ricorda infatti che sull’immobile esiste già un percorso legato alla destinazione sanitaria e che, nonostante il protocollo sottoscritto oltre cinque anni fa da Comune, Regione, Asl e Provincia, non sarebbero ancora stati prodotti i progetti di riqualificazione necessari per trasformare la struttura nella Casa di Comunità prevista.
“Ipotizzo quindi che per Ausl servirebbero risorse particolarmente elevate – sostiene il vicesindaco – che andrebbero a incrementare sensibilmente il quadro economico per realizzare la Casa di Comunità proprio in quell’edificio non utilizzato da anni e non terminato”.
Da qui la necessità, secondo Capitani, di capire innanzitutto quale sarebbe il costo dell’operazione. “C’è quindi da capire, nel caso, quali siano i costi per un’eventuale riqualificazione della struttura, in modo da adattarla alle esigenze della Questura”.
Ma il nodo principale resta quello dei tempi. Per viale Sardegna, sottolinea il Comune, non esiste oggi un progetto per la destinazione a Questura e sarebbero necessarie una serie di valutazioni da parte degli organismi competenti.
“Al momento non abbiamo, ovviamente, alcun progetto per viale Sardegna – spiega Capitani – e comunque bisognerebbe anche attendere le valutazioni dell’ufficio logistico della Polizia di Stato, quelle della Questura e della Prefettura stesse e lo stanziamento delle risorse”.
Una situazione che, secondo l’amministrazione comunale, sarebbe molto diversa rispetto all’immobile di via Aretina, attuale sede del Circolo “Il Risorgimento ai Due Ponti”.
“Questi aspetti sono invece già stati affrontati per quanto riguarda la struttura in via Aretina – sostiene il vicesindaco -. Infatti per il trasferimento dell’Ufficio Immigrazione ci sarebbero già risorse stanziate e valutazioni tecniche già effettuate”.
Capitani, tuttavia, precisa di non essere contrario a un confronto sulla proposta della Provincia. “Non abbiamo niente in contrario a mettere sul tavolo tutte le soluzioni, ben consapevoli delle esigenze del territorio”.
E proprio qui torna al centro della discussione il futuro del Circolo Due Ponti, che nei giorni scorsi ha contestato le dichiarazioni di Fratelli d’Italia sulla salubrità di viale Sardegna, sottolineando come il fiume Riluogo passi anche sotto i propri locali.
Il Comune ribadisce invece di non voler determinare la chiusura del Circolo.
“L’amministrazione comunale non vuole la chiusura del circolo – afferma Capitani – tanto che si sta adoperando per individuare possibili sedi idonee nella stessa area”.
Per il vicesindaco, quindi, il problema non sarebbe necessariamente quello di abbandonare il quartiere. “Se il problema è non cambiare collocazione, visto che a frequentarlo sono cittadini della zona, le soluzioni possono essere trovate”.
Un appello viene rivolto anche alla Provincia: “Anche l’amministrazione provinciale sia parte di questo impegno”.
Capitani ribadisce così la posizione del Comune: da una parte la disponibilità a valutare la proposta di viale Sardegna, dall’altra la convinzione che l’esigenza di trovare una nuova sede per l’Ufficio Immigrazione abbia una tempistica incompatibile con un’operazione ancora tutta da progettare e verificare.
“Una comunità vive grazie alle persone che la compongono, non solo per la sede che si occupa – conclude Capitani -. La Provincia di Siena affianchi, dunque, il Comune in questo lavoro a tutela delle esigenze del territorio, che comprendono, come già ho avuto modo di dire in Consiglio comunale, anche lo spostamento dell’ufficio immigrazione, che come detto è una procedura in capo al Demanio e per il quale ci sono risorse stanziate e valutazioni tecniche già effettuate”.