Autopalio, Bassi (Misericordia): "Cantieri con ritmi da Novecento, mezzi di soccorso in difficoltà"

Il Governatore della Arciconfraternita Misericordia di San Gimignano: "Serve un cambio di passo nella gestione dei lavori"

Di Simona Sassetti | 12 Febbraio 2026 alle 16:30

L’Autopalio è tornato al centro del dibattito pubblico. Cantieri, restringimenti, cambi di corsia improvvisi e rallentamenti continui stanno rendendo sempre più complessa la percorrenza di quella che è, di fatto, la principale arteria di collegamento tra Siena e Firenze e uno snodo vitale per tutta la Toscana meridionale.

A intervenire è Giacomo Bassi, già sindaco di San Gimignano e oggi Governatore della Misericordia sangimignanese, che negli anni si è esposto in prima persona sul tema, promuovendo anche una raccolta firme per denunciare la gestione dei lavori. Bassi ricorda la protesta nata tempo fa contro un cantiere nel tratto tra Colle Valdelsa e Siena, quando la carreggiata era stata ridotta a un’unica corsia delimitata da guardrail e new jersey.

“Quel cantiere – spiega – aveva creato una situazione incredibile. Come Misericordia abbiamo certificato più volte alle istituzioni le difficoltà oggettive dei mezzi di soccorso a transitare in quelle condizioni”.

La mobilitazione portò a una riunione urgente in Prefettura: “In quell’occasione Anas e l’impresa appaltatrice furono messi di fronte alle proprie responsabilità. In pochi giorni il cantiere venne chiuso, le lavorazioni completate e la viabilità ripristinata”.

Secondo Bassi, alcuni miglioramenti recenti sul tratto senese – asfaltature eseguite in orario notturno, come alla rampa di Colle Valdelsa e Siena Nord – rappresentano anche il frutto di quella pressione pubblica. Il problema, però, non è solo contingente. Per Bassi l’Autopalio soffre di una condizione “antistorica”: una superstrada a quattro corsie ma senza corsie di emergenza e con carreggiate molto strette.

“Già in condizioni normali – osserva – si viaggia con margini ridotti. Se poi si aggiungono cantieri lunghi e interminabili, come nel tratto fiorentino tra Poggibonsi e Firenze, la percorrenza diventa pericolosa. Per i pendolari, per i turisti, per i mezzi di soccorso. Serve un livello di attenzione altissimo”.

E proprio il tratto verso Firenze resta, a suo giudizio, quello più critico: “Vedo ancora rallentamenti e cambi di corsia pericolosissimi in una carreggiata così stretta”. Ma la vera questione, secondo l’ex sindaco, è organizzativa. “Il problema è a monte. Fino a quando Anas e Regione non si metteranno in testa che su arterie strategiche si deve lavorare sette giorni su sette, H24, sarà sempre un problema”. Bassi non usa mezzi termini: “Non è più pensabile lavorare fino al venerdì pomeriggio e riprendere il lunedì mattina. Parliamo di infrastrutture decisive per la vita delle persone e per l’economia dei territori. Devono essere trattate come autostrade”.

Lavorare anche di notte e nei weekend significherebbe accorciare drasticamente i tempi dei cantieri e ridurre l’impatto sui cittadini. “È chiaro che costerebbe di più – ammette – ma quando si decide di intervenire su strutture così strategiche bisogna farlo con i ritmi della modernità, non con metodi superati”.

Il raccordo Siena-Firenze non è una strada qualunque: è l’asse di collegamento del sud della Toscana con il capoluogo regionale, alternativa gratuita all’A1 nel tratto tra Bettolle e Impruneta e spina dorsale per merci, turismo e pendolarismo.

Proprio per questo, ogni restringimento si amplifica, ogni cantiere pesa, ogni rallentamento si trasforma in un problema collettivo. “Non si può permettere che infrastrutture così strategiche siano gestite con tempi ordinari- conclude Bassi – . Se si interviene, lo si faccia bene, in modo rapido e continuativo. Altrimenti il disagio diventa strutturale”.

Nel frattempo, l’Autopalio resta aperta e indispensabile. Ma sempre più spesso, tra viadotti, asfalto che cede e cantieri a singhiozzo, il viaggio si trasforma in un percorso a ostacoli che la Toscana non può permettersi di ignorare.

Simona Sassetti

Nasce a Siena nel 1991, lavora a Siena Tv dal 2016. Ha scritto prima sul Corriere di Siena, poi su La Nazione. Va pazza per i cantanti indie, gli Alt-J, poi Guccini, Battiato, gli hamburger vegani, le verdure in pinzimonio. È allergica ai maschilismi casuali. Le diverte la politica e parlarne. Ama il volley. Nel 2004 ha vinto uno di quei premi giornalistici sezione giovani e nel 2011 ha deciso di diventarlo



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