C’è una parte della provincia di Siena che poggia su terreno a rischio frana. I numeri lo dicono chiaramente: in comuni come Radicondoli, Abbadia San Salvatore, Castiglione d’Orcia e San Quirico d’Orcia oltre il 40% del territorio è classificato ad alta pericolosità da frana. In altri, come Montalcino e Pienza, è la popolazione a essere esposta in modo massiccio, con percentuali superiori al 30%.
In provincia di Siena una parte consistente del territorio, il 15,7% totale, ricade in aree classificate a pericolosità da frana elevata e molto elevata (P3 e P4),,secondo i dati sul rischio idrogeologico diffusi dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale ISPRA (dati disponibili su una piattaforma chiamata “IdroGEO”, realizzata in collaborazione con le Regioni per censire ogni frana avvenuta sul territorio). L’analisi dei dati comunali, che incrociano la percentuale di superficie interessata e quella di popolazione residente nelle zone più instabili, restituisce una geografia del rischio che coinvolge in modo diverso i vari centri del territorio.
Il comune con la quota più alta di superficie in aree P3 e P4 (rischio elevato e molto elevato) è Radicondoli, dove oltre il 46% del territorio risulta esposto, con circa il 15% della popolazione che vive in zone potenzialmente interessate da movimenti franosi. Seguono Abbadia San Salvatore (43,6% di superficie a rischio), Castiglione d’Orcia (43,2%), San Quirico d’Orcia (41,5%), Pienza (39,9%) e Montalcino (39,4%).
Guardando invece alla popolazione esposta, emergono criticità ancora più evidenti. Montalcino è il comune con la percentuale più alta di residenti in aree a rischio, con oltre il 36%, seguito da Pienza con circa il 31% e Chiusi con quasi il 27%. Dati che indicano come in diversi casi l’edificazione abbia interessato versanti fragili o aree già classificate come instabili, aumentando l’esposizione diretta delle persone.
Una fascia intermedia di rischio riguarda comuni come Trequanda (33% di superficie e oltre l’11% di popolazione), Asciano (31% e 5%), San Casciano dei Bagni, Cetona, Castellina in Chianti e Colle di Val d’Elsa, che presentano percentuali significative ma inferiori rispetto ai casi più critici. Qui il rischio è distribuito in modo più diffuso e spesso interessa porzioni limitate del territorio comunale, ma non per questo trascurabili.
Più contenuta la situazione di Siena, dove circa il 7,3% della superficie comunale ricade in aree P3 e P4 e poco meno del 2% della popolazione risulta esposta. Valori simili o inferiori si registrano anche a Poggibonsi, Montepulciano, Sinalunga, Monteriggioni e Torrita di Siena, mentre comuni come Gaiole in Chianti, Sovicille e Monticiano mostrano percentuali molto basse sia di territorio sia di residenti coinvolti.
Nel complesso, la mappa provinciale evidenzia come il rischio frane non sia uniforme ma concentrato soprattutto nei comuni dell’area amiatina, della Val d’Orcia e delle zone collinari più interne. Qui la combinazione tra morfologia del suolo, piogge intense e uso del territorio rende più probabili fenomeni di instabilità.
