Un uomo italiano di circa sessant’anni, domiciliato a Siena, è comparso questa mattina in tribunale per la convalida dell’arresto e il giudizio per direttissima con l’accusa di tentata rapina: secondo l’impostazione accusatoria, due giorni fa – il 4 febbraio, intorno alle 17.30 – davanti al Centro Porta Siena avrebbe aggredito una donna di origini rumene nel tentativo di strapparle la borsa, al culmine di un diverbio nato da una richiesta di denaro per comprare sigarette. L’uomo è stato arrestato in flagranza dalla polizia intervenuta sul posto; oggi l’udienza si è svolta davanti al giudice Francesco Picardi, con l’accusa sostenuta dal pm Maria Sebaste e la difesa affidata all’avvocato Paolo Bufalini del foro di Siena.
Secondo quanto ricostruito nell’immediatezza dagli investigatori e riportato in udienza, l’uomo – disoccupato, con precedenti esperienze lavorative in una ditta di pulizie – avrebbe avvicinato la donna, che conosceva, chiedendole del denaro per acquistare sigarette. La donna avrebbe consegnato qualche moneta, ma l’imputato l’avrebbe ritenuta una somma insufficiente. A quel punto, sempre secondo l’accusa, sarebbe scattata l’aggressione: strattoni e uno schiaffo, con l’intento di impossessarsi della borsa. In aula è stato richiamato anche quanto riferito da un testimone, un immigrato presente sul posto, secondo cui la donna avrebbe ricevuto pure una ginocchiata. La circostanza, è emerso, non sarebbe stata confermata dalla persona offesa. Il diverbio ha attirato l’attenzione di altre persone in transito e dell’addetto alla sicurezza del Centro che sono intervenuti. Durante la concitazione, l’imputato avrebbe rivolto al vigilante un insulto razzista (“negro di m…”), episodio che resta agli atti e che sarà oggetto di valutazione nell’inquadramento complessivo della vicenda.
Determinante, ai fini dell’intervento immediato, è stata la chiamata alle forze dell’ordine: la polizia è arrivata in pochi minuti e ha proceduto all’arresto in flagranza. Questa mattina in udienza erano presenti anche gli agenti intervenuti due giorni fa. La signora rumena, sempre secondo gli atti, è stata accompagnata al pronto soccorso: i sanitari le hanno assegnato una prognosi di sette giorni.
Il procedimento è stato trattato con rito direttissimo. Il pubblico ministero Maria Sebaste ha chiesto l’applicazione degli arresti domiciliari. La difesa, affidata all’avvocato Paolo Bufalini del foro di Siena, ha chiesto i termini a difesa e l’adozione di misure cautelari meno afflittive. Dopo circa mezz’ora di camera di consiglio, il giudice Francesco Picardi ha convalidato l’arresto, ma non ha disposto i domiciliari. Ha invece applicato una misura cautelare articolata: obbligo di dimora nel domicilio comunale senese, con divieto di uscire di casa dalle 20 alle 7, e obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria nella fascia 8-11, con prescrizione di non allontanarsi. Il processo è stato rinviato al 2 marzo 2026.
Con la convalida si è chiuso il primo passaggio, quello dell’immediatezza: la ricostruzione e le contestazioni saranno ora sottoposte al vaglio del dibattimento in cui il difensore potrebbe chiedere riti alternativi. Sullo sfondo restano alcuni nodi che l’istruttoria dovrà chiarire: la dinamica dell’aggressione, la reale portata delle violenze riferite e il contesto in cui sarebbe maturato il tentativo di sottrazione della borsa, oltre alle frasi pronunciate durante l’alterco.