Rave party a Murlo, assolto l'ultimo imputato

Il Tribunale di Siena: “Il fatto non costituisce reato”. Cala il sipario sul processo per il raduno di Pasqua 2022

Di Andrea Bianchi Sugarelli | 15 Gennaio 2026 alle 7:30

Rave party a Murlo, assolto l'ultimo imputato

Cala il sipario sul processo per il rave party che nel weekend di Pasqua 2022 portò oltre 1500 giovani nell’ex poligono di tiro nel comune di Murlo, tra musica elettronica e polemiche: nella tarda mattinata di ieri il Tribunale di Siena ha assolto l’ultimo imputato ancora a giudizio, un quarantenne, trovato con un camion carico di attrezzatura per l’evento. “Il fatto non costituisce reato”, ha sentenziato il giudice Alessandro Maria Solivetti Flacchi dopo circa venti minuti di camera di consiglio. Le motivazioni saranno depositate tra 45 giorni.

Una vicenda iniziata sotto i riflettori

Era la notte tra il 15 e il 16 aprile 2022 quando una lunga colonna di veicoli, carichi di giovani e casse acustiche, raggiunse l’area isolata delle risaie, poco distante dalla Siena-Grosseto. L’ex poligono, proprietà dell’azienda agricola Macereto, venne rapidamente occupato: giorni di suoni e bivacchi, con le forze dell’ordine a presidiare i punti d’accesso e 1494 persone identificate. I carabinieri e la polizia sequestrarono due camion con materiali per l’allestimento del rave, oltre a hashish, marijuana, cocaina e oggetti atti ad offendere. L’episodio, che all’epoca fece discutere per la capacità degli organizzatori di eludere i controlli, portò a una serie di denunce: due persone furono segnalate per invasione abusiva e disturbo del riposo, altri per porto ingiustificato di armi e resistenza a pubblico ufficiale. Ma nel tempo, la platea degli indagati si è via via assottigliata.

Il processo e il verdetto

All’udienza di ieri, l’attenzione era tutta sull’unico imputato rimasto a processo: un uomo di 40 anni, abitante ad Alicante in Spagna, fermato all’epoca con il suo autocarro. Un secondo imputato, anch’egli alla guida di un camion, era già stato condannato a un anno e mezzo di reclusione. Per il quarantenne oggi assolto, la procura – rappresentata dal pm Massimo Rossini – aveva chiesto un anno e quattro mesi di reclusione e 200 euro di multa, contestando l’invasione aggravata di terreno e la partecipazione al reato in concorso con altri. La difesa, affidata all’avvocata Michela Rossi del foro di Siena, ha puntato sulla assenza di prove: “Il reato contestato risale a prima della riforma dell’ottobre 2022, manca sia l’elemento oggettivo che quello soggettivo. Non è stato dimostrato che il mio assistito abbia effettivamente invaso il terreno o preso parte al rave nei tre giorni. È stato trovato solo con il camion e l’attrezzatura. Non c’è prova che abbia occupato l’area per ricavarne profitto o per occuparla a titolo personale, come invece prevede ora il nuovo reato introdotto dalla legge successiva ai fatti. Anche il proprietario ha confermato che non ci sono stati danni e che la prova dell’occupazione effettiva è impossibile da fornire. Sussistono quindi tutti i presupposti per l’assoluzione”.

Il dispositivo e le prospettive

All’esito della discussione, la decisione del giudice Solivetti Flacchi è arrivata rapida: assoluzione “perché il fatto non costituisce reato”. Per conoscere le motivazioni si dovrà attendere un mese e mezzo.

Con la pronuncia di primo grado si chiude il filone principale di un caso che, quasi quattro anni fa, contribuì a inasprire il dibattito pubblico e politico sui rave party e a spingere verso una stretta legislativa: la nuova legge voluta dal governo Meloni, infatti, oggi punisce più severamente l’organizzazione e la partecipazione a eventi di questo tipo. Ma per il raduno di Murlo, che precede l’entrata in vigore della nuova normativa, la giustizia ha scelto, almeno per il caso in questione, la via dell’assoluzione. Un epilogo quasi silenzioso, in netto contrasto con il clamore di quei giorni: nessuna responsabilità accertata per l’ultimo imputato.

Andrea Bianchi Sugarelli

Andrea Bianchi Sugarelli è giornalista professionista con una lunga esperienza maturata nelle tv senesi e nella stampa locale dove dal 1996 ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità negli ambiti dello sport, cultura, Palio e cronaca giudiziaria. Nato a Siena nel 1973, nel corso della sua carriera ha gestito le attività di comunicazione per le Città del Vino, svolgendo anche le funzioni di portavoce e curando i rapporti istituzionali con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero dell’Agricoltura. Ha inoltre fatto parte del CdA dell’antica Biblioteca degli Intronati. Ha guidato il settore comunicazione del Siena Calcio in serie C e, tra il 2020 e il 2021, è stato responsabile della comunicazione per il sindaco di Siena, Luigi De Mossi, e delle Società partecipate del Comune. Ha un percorso accademico che si è svolto nelle università di Siena e Firenze e alla Luiss Business School. È autore e co-autore di saggi di carattere storico e di attualità.



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