Due percorsi diversi, due appartenenze politiche opposte, ma la stessa ambizione: incidere sul presente per costruire il futuro. Il confronto tra Veronica Cannucci, segretaria comunale di Forza Italia Giovani di Siena, e Mattia Ciappi, consigliere comunale a Poggibonsi e membro della segreteria nazionale dei Giovani Democratici, ospiti nella ultima puntata de Il Punto – Politica, si accende soprattutto su due temi chiave: il Referendum costituzionale sulla Magistratura e lo scambio tra la ministra Bernini e gli studenti di medicina ad Atreju. Il confronto si allarga poi ai diritti civili, alla scuola e al rapporto tra istituzioni e nuove generazioni.
Referendum sulla giustizia: sì contro no
Il voto chiamerà i cittadini a pronunciarsi su modifiche della Costituzione riguardanti, tra l’altro, la separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici e la composizione del Consiglio Superiore della Magistratura. Si tratta di un referendum confermativo: non è previsto il quorum. Sulla riforma si è sviluppato un dibattito trasversale: Forza Italia rivendica una battaglia culturale iniziata negli anni ’80-’90, mentre nel centrosinistra convivono sensibilità diverse, pur con l’indicazione del Partito Democratico per il No.
Veronica Cannucci: “Voteremo Sì per mettere sullo stesso piano accusa e difesa, premiare il merito e punire chi sbaglia, in totale trasparenza. È una battaglia che Forza Italia porta avanti da decenni”.
Mattia Ciappi: “Voterò convintamente No: non interviene sui tempi e sull’efficienza della giustizia. È una riforma contro la magistratura che introduce il sorteggio nel CSM: così non si organizza niente”.
Le posizioni a confronto sulla riforma. Cannucci lega il Sì alla “meritocrazia” anche per il CSM, sostenendo che una quota di componenti sorteggiati ridurrebbe il peso delle correnti interne e favorirebbe “equilibrio e trasparenza”. Ciappi replica che, se il sorteggio dei membri laici avviene da una lista predisposta dal Parlamento, “le forze politiche possono indirizzare e condizionare il CSM”, in contrasto con la separazione dei poteri. Sul piano politico, Ciappi prende le distanze da semplificazioni polarizzanti: “Chi vota Sì non è fascista. Il nostro è un partito plurale e il voto va rispettato, ma la riforma resta sbagliata”.
Diritti di cittadinanza: ius scholae come punto d’incontro
Sulla cittadinanza, entrambe le voci giovanili vedono margini di riforma. Ciappi sostiene un ampliamento dei diritti per chi vive e cresce in Italia, legandolo a inclusione, lavoro e legalità. Cannucci si dice favorevole a uno ius scholae strutturato: cittadinanza dopo un percorso scolastico decennale continuativo con profitto, accompagnato da conoscenza di lingua, cultura e valori italiani.
Mattia Ciappi: “Chi vive, studia e lavora in Italia deve avere gli stessi diritti di chi ci è nato. Bene il confronto anche nel centrodestra: l’inclusione si costruisce con lavoro e legalità. Sì allo ius soli”.
Veronica Canucci: “Lo ius scholae valorizza integrazione e merito: dieci anni di scuola in Italia, conoscenza della lingua e della nostra cultura per un percorso equilibrato tra ius soli e ius sanguinis”.
Fine vita: dignità e cornice nazionale
Con sfumature diverse, entrambi invocano una legge chiara sul Fine Vita. Cannucci richiama una disciplina “ben strutturata” per condizioni mediche irreversibili, centrata sulla tutela della persona e sulla libertà di scelta. Ciappi plaude al modello toscano come apripista e chiede al Parlamento di legiferare, nel solco indicato dalla Corte costituzionale, per garantire “dignità fino in fondo” con supporto delle autorità sanitarie e della famiglia.
Veronica Canucci: “Serve una legge coerente con i nostri valori, che non resti solo sulla carta e che definisca ambiti e tutele con chiarezza”.
Mattia Ciappi: “La Regione Toscana ha indicato la strada; ora tocca al Parlamento. Libertà di scelta non è arbitrio: è un percorso serio, assistito e dignitoso”.
Scuola e prevenzione: educazione affettiva versus metal detector
Sull’educazione sesso-affettiva, Ciappi spinge su prevenzione e competenze emotive “dalle elementari alle superiori”, criticando approcci securitari come i metal detector. Cannucci ricorda che esiste già una cornice nazionale per interventi nelle scuole medie e superiori previo consenso dei genitori e sollecita piani didattici solidi, chiarendo che “il docente non può sostituirsi al genitore”.
Mattia Ciappi: “Più educazione e meno metal detector: la prevenzione è più efficace della repressione”.
Veronica Canucci: “I casi crescono: servono programmi strutturati, con esperti, nel rispetto del ruolo delle famiglie”.
Unioni civili e matrimonio egualitario
Dieci anni dopo le unioni civili, le posizioni si avvicinano pur restando distinte. Cannucci rivendica il sostegno storico di Forza Italia alle unioni civili e la necessità di “tenere sempre aperto l’occhio sui diritti”. Ciappi indica come “prossimo passaggio” il matrimonio ugualitario: “Là dove c’è famiglia e amore, ci sono diritti”.
Il caso Bernini e la protesta degli studenti di Medicina
Altro terreno di frattura è stata la vicenda di Atreju, dove la ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini ha liquidato gli studenti contestatori con frasi come: “siete solo dei poveri comunisti, dimostrate la vostra inutilità”.
Cannucci riconosce “toni alti”, ma difende l’azione della ministra nel riformare l’accesso a Medicina con il semestre filtro, pur ammettendo che il percorso vada migliorato: “Il confronto è fondamentale, forse i toni si sono alzati, ma va riconosciuto che il ministro ha avviato una riforma dopo anni di immobilismo. La riforma ha bisogno di evolvere, ma ci si è mossi per il bene delle nuove generazioni”.
Di altro avviso Ciappi che boccia senza appello sia le espressioni rivolte ai ragazzi sia l’introduzione del modello “semestre filtro” per Medicina: “Quelle parole sono vergognose. Un ministro non può definire inutili dei ragazzi che chiedono ascolto. Così si allontanano i giovani dalla politica. Le istituzioni perdono credibilità se rispondono con etichette invece che con soluzioni. Chi protesta per il proprio futuro ha diritto di essere ascoltato, non insultato”.
Giovani e politica: meno slogan, più risultati
Nel merito delle priorità, Ciappi invoca “serietà e concretezza”, accusando il governo di promesse disattese su sicurezza e fisco: “Meno slogan e più azioni concrete”. Canucci chiede politiche per alleggerire la pressione fiscale, investire in infrastrutture (con un focus su Siena e l’attrattività universitaria) e contrastare la fuga di competenze all’estero, puntando sull’ascolto dei bisogni generazionali e su opportunità che trattengano i giovani nei territori.
Seppur i distinguo siano molti, un punto li unisce: la convinzione che i giovani debbano tornare protagonisti.
Entrambi rivendicano l’impegno diretto come antidoto alla disaffezione e alla distanza tra politica e cittadini.
Due giovani, due partiti, due risposte diverse agli stessi problemi.
Il referendum e il caso Bernini non sono solo temi di cronaca: diventano lo specchio di una sfida più grande, quella tra una politica che rivendica l’autorità e una politica che chiede ascolto.