Referendum Giustizia, arriva a Siena Bobo Craxi a sostegno del "Sì Ragionato" alla Riforma

Il Partito Socialista Italiano promuove a Siena il “Sì ragionato” alla separazione delle carriere: con Bobo Craxi il richiamo alla tradizione socialista sulla giustizia e il confronto sul referendum del 22-23 marzo

Di Lorenzo Agnelli | 14 Febbraio 2026 alle 13:00

“Verso una giustizia moderna. Il coraggio della riforma”. È questo il titolo dell’iniziativa promossa dalla Federazione provinciale di Siena del Partito Socialista Italiano, che si è svolta questa mattina a Palazzo Patrizi, in vista del referendum del 22 e 23 marzo sulla separazione delle carriere tra magistrati requirenti e giudicanti.

Un appuntamento che si inserisce nella campagna socialista a favore di quello che viene definito un “Sì ragionato”, con la presenza di Bobo Craxi, presidente del comitato referendario del Psi, e dell’avvocato Mirko Mecacci, componente del comitato nazionale. A introdurre i lavori il segretario provinciale Alfredo Ardanese.

Secondo Ardanese, il voto favorevole alla riforma nasce da una questione di principio: “La fiducia nella giustizia nasce quando siamo sicuri che chi giudica è imparziale. Noi diciamo sì alla separazione delle carriere perché vogliamo portare avanti la nostra storia e i nostri valori”.

Una posizione che richiama direttamente la tradizione socialista e il tema della giustizia come terreno di battaglia politica già negli anni Ottanta e nel periodo di Tangentopoli, che segnò profondamente la stagione politica di Bettino Craxi e del socialismo italiano.

Sul piano tecnico, Ardanese ha sostenuto che il nodo centrale non è tanto il numero dei magistrati che passano da una funzione all’altra, quanto la formazione distinta delle due carriere: “Con due Consigli superiori diversi si avrà una preparazione diversa, più indirizzata o verso l’accusa o verso il giudizio finale”.

Craxi: “La separazione delle carriere è la norma in Europa”

Molto netta la posizione di Bobo Craxi, che ha collocato la riforma in un quadro europeo: “La separazione delle carriere è il sistema vigente in tutte le grandi democrazie d’Europa. La carriera unica dei magistrati nasce con un decreto regio del 1941 firmato dal Duce: oggi è paradossale che sia la destra a cancellare una concezione autoritaria del sistema giudiziario. Il referendum non deve essere letto come un voto pro o contro il Governo, ma come una scelta sull’assetto dello Stato. Si decide se vogliamo un sistema giudiziario al passo coi tempi o mantenere lo status quo”.

Respinte anche le accuse di rischio autoritario: “L’indipendenza della Magistratura non viene toccata. Rimane un ordinamento autonomo, non un potere”.

Giustizia e politica

Nel dibattito è emersa anche la politicizzazione dello scontro tra sostenitori del Sì e del No. Craxi ha criticato la radicalizzazione: “Si nasconde la volontà di Mantenere la magistratura come contropotere. Questo è indice di una concezione autoritaria del Paese. In Francia, Germania, Spagna non c’è un rischio autoritario perché si separano gli ordini. È solo un buon ordinamento. Se un magistrato vuole indagare un politico, il referendum non lo impedisce”.

In chiusura, Craxi ha richiamato anche Antonio Gramsci: “Le cose vanno rimesse al loro posto, con un voto democratico, senza paura dei pericoli”.

L’iniziativa senese conferma così la linea del Psi: sostenere la riforma come strumento di garanzia dell’imparzialità della giustizia, rivendicandola come battaglia storica del socialismo italiano e tentando di sottrarla allo scontro ideologico tra governo e opposizione.

Lorenzo Agnelli

Giornalista pubblicista iscritto all'ordine dal 2020. Esperienza nel ruolo prima come corrispondente locale dalla Val d'Orcia e poi all’interno della redazione di Radio Siena Tv. Prendere parte alle discussioni e conoscere a fondo i fatti sono stati i fattori scatenanti della sua personale passione verso il giornalismo, concentrandosi principalmente sui fatti di cronaca che riguardano la collettività, come la politica e le sue incoerenze, materie da spiegare e rendere accessibili a tutti. Ama la città in cui lavora, Siena, e la sua terra, la Val d’Orcia, luogo capace di offrire bellezza paesaggistica ma anche umana, difficile da spiegare, ma che non si stanca mai di raccontare.



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