All’indomani del risultato referendario, anche Fratelli d’Italia a Siena interviene per analizzare l’esito del voto. A parlare è il coordinatore comunale Alessandro Manganelli, che riconosce la sconfitta ma rilancia il tema della riforma della giustizia.
“Il risultato va letto e rispettato – afferma –. Va riconosciuta la vittoria del No. Certo, resta la considerazione che si è persa una grande occasione: il tema della giustizia esiste e tornerà al centro del dibattito, perché le criticità sono sotto gli occhi di tutti”.
Nel capoluogo, Siena, il No ha prevalso con il 58,3%, ma per Manganelli c’è anche un elemento positivo da sottolineare: la partecipazione. “È evidente che questo tema ha suscitato un interesse maggiore rispetto ad altre consultazioni, anche politiche o amministrative. Il fatto che la gente sia tornata a votare è sicuramente confortante”.
“Mobilitazione ampia, anche bipartisan”
Il coordinatore di Fratelli d’Italia rivendica l’impegno del partito durante la campagna referendaria: “C’è stata una grande mobilitazione, credo anche bipartisan. Per quanto ci riguarda abbiamo organizzato numerose iniziative, come avviene in ogni campagna elettorale”.
Sul tema della politicizzazione del voto, Manganelli respinge le accuse rivolte al centrodestra: “In un primo momento si è detto che fosse il governo, e in particolare Giorgia Meloni, a voler politicizzare il referendum. Poi però lo hanno fatto anche altri. Si è finito per estremizzare il confronto”.
“Toni sopra le righe da entrambe le parti”
Secondo l’esponente di FdI, il dibattito si è spesso allontanato dal merito del quesito: “Non si è riusciti a entrare davvero nel contenuto della riforma. Si è andati oltre, trasformando il referendum in qualcosa che non era, alzando il livello dello scontro politico. Personalmente cerco sempre di mantenere un profilo istituzionale. Le esagerazioni ci sono state da entrambe le parti e i toni, a tratti, sono stati sopra le righe. Sarebbe stato più utile concentrarsi sui contenuti”.
Nonostante la sconfitta alle urne, Fratelli d’Italia guarda avanti: il tema della giustizia resta centrale e potrebbe essere destinato a tornare presto al centro dell’agenda politica.