Ultime ore di campagna referendaria anche a Siena, dove il Partito Democratico senese e di Monteriggioni rilanciano le ragioni del No in vista del voto di domenica 22 e lunedì 23 marzo sulla riforma costituzionale della Magistratura. Incontro partecipato al Circolo Arci di Fontebecci, con la partecipazione del senatore Alessandro Alfieri, della deputata Simona Bonafè e del giudice del Tribunale di Arezzo Filippo Ruggiero.
Al centro dell’iniziativa, le critiche del Partito Democratico a una riforma ritenuta incapace di incidere sui veri nodi della giustizia italiana, a partire dalla durata dei processi e dalla sua efficienza.
“Questa riforma non serve a niente – attacca Simona Bonafè -. Non migliora i problemi che la giustizia ha e che non abbiamo mai negato: la lungaggine dei processi, la carenza di organici. Non interviene su nulla di questo e non garantisce neppure una maggiore terzietà del giudice, che è già prevista dalla Costituzione e confermata dai numeri”.
Per la deputata dem, il rischio è anzi opposto: “indebolire l’organismo di autotutela della magistratura e la sua indipendenza, a scapito dei cittadini”.

Sulla stessa linea il senatore Alessandro Alfieri, che sottolinea come il referendum riguardi modifiche profonde alla Carta: “Si cambiano sette articoli della Costituzione, ma non si affrontano i veri problemi della giustizia, come i tempi dei processi”.
Alfieri punta il dito contro l’intervento sul Consiglio Superiore della Magistratura: “Si tocca l’organo che garantisce autonomia e indipendenza, con il rischio di mettere la Magistratura sotto il controllo dell’esecutivo. Per questo è importante andare a votare e dire no: è in gioco l’equilibrio dei poteri e la qualità della nostra democrazia”.
Non solo il merito, ma anche il metodo finisce nel mirino del PD. Secondo Alfieri, infatti, l’iter parlamentare della riforma rappresenta un precedente senza eguali: “Nessun emendamento dell’opposizione è stato accolto. È passata a colpi di maggioranza, frutto di uno scambio politico tra le forze di governo. Un fatto mai visto nella storia repubblicana per una riforma costituzionale”.
Da Siena, dunque, il Partito Democratico lancia l’ultimo appello agli elettori: partecipare al voto e respingere una riforma considerata divisiva e incapace di risolvere le criticità del sistema giudiziario.