La variazione di bilancio approvata dal Consiglio regionale accende il confronto politico sulla sanità toscana. Se l’opposizione parla di disavanzo strutturale, la maggioranza rivendica una scelta precisa: investire risorse proprie per difendere il sistema pubblico.
A sottolinearlo è il capogruppo del Partito Democratico, Simone Bezzini, che respinge la lettura critica avanzata dal centrodestra: “Ormai è sotto gli occhi di tutti che tutte le regioni italiane pongono il tema del sottofinanziamento del sistema sanitario. Le risorse che arrivano dallo Stato non bastano a garantire qualità e quantità dei servizi”.
Secondo Bezzini, la Toscana si distingue per livelli di assistenza tra i più alti a livello nazionale, a cui si aggiungono prestazioni ulteriori rispetto agli standard.
“Garantiamo al massimo i Livelli Essenziali di Assistenza, pur con difficoltà come le liste d’attesa, ma assicuriamo anche i cosiddetti extra LEA, prestazioni aggiuntive che in altre regioni non ci sono. Questo determina un fabbisogno più alto rispetto ai trasferimenti statali”.
Da qui la scelta della Regione: integrare con risorse proprie per evitare tagli: “Per raggiungere l’equilibrio non vogliamo tagliare né smantellare la sanità pubblica. Aggiungiamo risorse dal bilancio regionale. È una scelta che difendiamo convintamente, anzi con orgoglio”.
Una posizione che si inserisce anche nel confronto con il Governo nazionale, secondo il capogruppo dem: “La Toscana vuole continuare a tutelare un sistema sanitario pubblico e universalistico, cosa che purtroppo il Governo non fa. Sarebbe auspicabile che lo Stato mettesse molte più risorse. È una manovra complessa, perché mobilitare decine di milioni non è semplice, ma c’è stato un lavoro attento della giunta e della struttura tecnica che ha consentito di reperire risorse senza impattare sugli altri servizi”.
Infine, il capogruppo PD sottolinea un elemento di solidità dei conti regionali: “La Regione Toscana è tra le poche in Italia ad essere sempre stata in equilibrio e a non essere mai stata in piano di rientro. Nei prossimi giorni ci sarà la certificazione anche per questa annualità”.
Una lettura opposta a quella dell’opposizione, dunque, che vede nella manovra non un segnale di crisi, ma una scelta politica per sostenere e rafforzare il sistema sanitario pubblico toscano.