Rinviata la seduta del Consiglio regionale della Toscana prevista per domani, 18 marzo. La decisione è stata assunta dalla Conferenza dei capigruppo, che ha stabilito di far slittare i lavori d’Aula al prossimo 31 marzo.
Alla base del rinvio c’è la partita più delicata del momento: la variazione al bilancio di previsione 2026-2028, necessaria per coprire il disavanzo accumulato dalla sanità toscana nel 2025.
Secondo quanto emerge dalla comunicazione inviata alla presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi e ai consiglieri, il rinvio è legato alle osservazioni emerse durante il Tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti regionali, riunitosi il 12 marzo alla presenza dei rappresentanti del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF).
Un passaggio che, nei fatti, suona come un vero e proprio “cartellino giallo” sui conti della sanità toscana.
I rilievi del MEF
Nel corso della verifica sul modello consolidato del servizio sanitario regionale relativo al quarto trimestre 2025, i tecnici del MEF hanno ritenuto che alcuni accantonamenti effettuati dalle aziende sanitarie non siano adeguati.
Una valutazione che apre a un possibile intervento diretto del Tavolo: in questi casi, infatti, l’organismo ha la facoltà di incrementare d’ufficio le poste contestate, con l’effetto di far crescere la perdita complessiva.
Tradotto: il disavanzo sanitario potrebbe essere più alto del previsto.
Il rischio: manovra insufficiente
Ed è proprio questo il nodo politico e tecnico che ha portato al rinvio. Le risorse che la Regione sta reperendo con la variazione di bilancio potrebbero non essere sufficienti a coprire integralmente il disavanzo.
Al momento, però, l’ammontare esatto della perdita non è ancora definito. Sono infatti in corso interlocuzioni tra il Tavolo ministeriale e la Direzione regionale Sanità, chiamata a fornire ulteriori chiarimenti sui dati trasmessi.
La scelta del rinvio
Da qui la decisione di rinviare la discussione in Aula: evitare di portare in Consiglio una manovra che rischierebbe di essere già superata o inadeguata rispetto ai rilievi del MEF.
L’obiettivo è attendere la quantificazione definitiva della perdita, così da approvare una variazione di bilancio pienamente coerente con le richieste ministeriali.
Uno slittamento tecnico, dunque, ma con un peso politico evidente: il confronto sui conti della sanità toscana si annuncia ancora più acceso, con il rischio che il disavanzo da coprire sia superiore alle stime circolate finora.