Regione Toscana, in commissione Sanità l’audizione di Monni: sotto osservazione anche Le Scotte di Siena sui punti nascita

Audizione fiume sulle priorità dei prossimi mesi. Biffoni: “Un cambio di paradigma per rispondere a una società che cambia”

Di Lorenzo Agnelli | 10 Gennaio 2026 alle 13:00

Regione Toscana, in commissione Sanità l’audizione di Monni: sotto osservazione anche Le Scotte di Siena sui punti nascita

È stata una lunga e articolata audizione quella che si è svolta in commissione Sanità del Consiglio regionale della Toscana, presieduta da Matteo Biffoni (Pd), con la partecipazione della nuova assessora al diritto alla salute e al welfare Monia Monni. Un primo incontro ufficiale che ha permesso di fare il punto su strategie, priorità e criticità che attendono il sistema sanitario regionale nei prossimi mesi.

Nel suo intervento, Monni ha spiegato come nei prossimi mesi saranno necessari importanti aggiornamenti normativi, a partire dalla riorganizzazione della rete ospedaliera, in ottemperanza alle nuove disposizioni nazionali. Una riforma già delineata con una delibera di Giunta approvata lo scorso anno e ora in fase attuativa, che prevede anche la riduzione delle unità operative complesse, attualmente in numero superiore rispetto ai parametri nazionali.

Ampio spazio è stato dedicato al tema dell’emergenza-urgenza, con l’obiettivo di migliorare i tempi di trasferimento e ridurre le permanenze nei pronto soccorso. Tra i passaggi più delicati affrontati in commissione, quello dei punti nascita, che dovrebbero essere chiusi se non raggiungono i numeri minimi previsti dal decreto ministeriale. Portoferraio, Barga e Borgo San Lorenzo operano già in deroga, mentre nuove deroghe dovranno essere richieste soprattutto per il sud della Toscana.
Particolarmente significativo il caso dell’ospedale Le Scotte di Siena, sceso, per la prima volta, sotto la soglia delle 1000 nascite l’anno, un dato che apre una riflessione delicata anche per una delle principali strutture sanitarie regionali.

Tra le altre questioni sul tavolo, anche la mobilità sanitaria, per la quale l’assessora ha annunciato la ricerca di soluzioni strutturali, e soprattutto il nuovo modello di sanità territoriale. Un modello basato su investimenti nelle Case di comunità, nelle Centrali operative territoriali (Cot), nelle Case della salute, nei consultori familiari, sugli infermieri di famiglia e di comunità, sulle cure palliative, sull’assistenza domiciliare, sulla prevenzione e sul potenziamento della telemedicina. Un’impostazione pensata per rispondere a sfide epocali come l’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle patologie croniche e la crescita della domanda di salute mentale, in particolare tra giovani e adolescenti dopo la pandemia.

Nel breve periodo, l’attenzione è concentrata sull’apertura di 70 Case di comunità entro il 31 marzo, termine fondamentale per accedere ai finanziamenti del Pnrr, con l’ingresso e l’integrazione dei medici di medicina generale nelle nuove strutture.

A commentare i lavori è stato il presidente della commissione, Matteo Biffoni, che ha rimarcato con forza il valore del confronto: “I lavori sono concentrati sull’audizione e sul confronto con l’assessora Monni, che ringrazio per la disponibilità. È stato un approfondimento su tanti temi che, nel loro insieme, rappresentano un vero e proprio cambiamento radicale di un sistema sanitario come quello toscano: forte, robusto, di qualità, certificato da tutti i dati anche a livello nazionale, ma chiamato a continuare ad evolversi”.

Biffoni ha sottolineato come l’apertura delle Case di comunità rappresenti un cambio di paradigma nel rapporto tra territorio e ospedali: “Le preoccupazioni espresse sia dalla maggioranza che dall’opposizione sono condivise: il tema delle liste d’attesa, il cambiamento di modello grazie alle Case di comunità rispetto agli ospedali, significa anche dare risposte concrete ai pronto soccorso. È il lavoro che impostiamo per i prossimi cinque anni di legislatura”.

Lorenzo Agnelli

Giornalista pubblicista iscritto all'ordine dal 2020. Esperienza nel ruolo prima come corrispondente locale dalla Val d'Orcia e poi all’interno della redazione di Radio Siena Tv. Prendere parte alle discussioni e conoscere a fondo i fatti sono stati i fattori scatenanti della sua personale passione verso il giornalismo, concentrandosi principalmente sui fatti di cronaca che riguardano la collettività, come la politica e le sue incoerenze, materie da spiegare e rendere accessibili a tutti. Ama la città in cui lavora, Siena, e la sua terra, la Val d’Orcia, luogo capace di offrire bellezza paesaggistica ma anche umana, difficile da spiegare, ma che non si stanca mai di raccontare.



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