Le divisioni sui dossier più delicati non mancano, ma il Campo largo toscano si compatta e respinge le letture di una maggioranza in difficoltà. Dopo i voti differenziati emersi in Giunta regionale su temi come l’aeroporto di Peretola, gli impianti per la chiusura del ciclo dei rifiuti e la caccia: Pd, Casa Riformista, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra rivendicano la solidità dell’alleanza che sostiene il presidente Eugenio Giani. Le posizioni sul merito delle singole questioni restano differenti, ma il messaggio politico che arriva dai diversi esponenti è chiaro: le divergenze fanno parte del confronto tra forze politiche diverse e non cancellano il lavoro comune portato avanti dalla maggioranza.
A sottolinearlo è il capogruppo del Partito democratico in Consiglio regionale, Simone Bezzini, che non nega le differenze emerse, ma invita a guardare al quadro complessivo dell’attività della Giunta: “Non ci sfugge il tema del voto differenziato rispetto ad alcuni passaggi. Vorrei però ricordare che le delibere che ogni settimana la Giunta approva sono decine e sulla stragrande maggioranza c’è il voto unanime di tutta la maggioranza di governo. In parte era fisiologico che sualcune questioni si potessero manifestare dei disallineamenti. C’è una discussione, la diversità delle idee è anche una ricchezza. Nella grande maggioranza dei casi votiamo tutti assieme – prosegue Bezzini -. Sono convinto che le posizioni nei prossimi mesi e nei prossimi anni si avvicineranno e tenderanno alla sintesi”.
Il capogruppo del Pd sposta poi il confronto sul centrodestra, accusato di utilizzare le divisioni della maggioranza per alimentare la polemica politica senza mantenere una posizione coerente sui singoli provvedimenti.
“Noi ascoltiamo tutto e il contrario di tutto. Ascoltiamo un richiamo alla necessità di chiudere il ciclo dei rifiuti, di garantire l’autosufficienza nell’interesse generale della Toscana, e poi la destra molto spesso, quando c’è da fare un intervento, cavalca le proteste che magari si manifestano nei singoli territori – attacca Bezzini -. O si sta da una parte o si sta dall’altra: non si può dire tutto e il contrario di tutto, come spesso fa la destra in questa regione”.
Sulla stessa linea si colloca il Movimento 5 Stelle. Il consigliere regionale Luca Rossi Romanelli riconosce che l’avvio della coalizione sia stato caratterizzato da una certa lentezza, proprio per la novità dell’esperienza e per la necessità di costruire rapporti e modalità di lavoro comuni. Il giudizio sull’operato della maggioranza, però, è assolutamente positivo: “È ovvio che è partita con una certa lentezza, anche perché era una coalizione francamente nuova e si può dire anche sperimentale dal punto di vista dei rapporti all’interno. La maggioranza sta funzionando molto bene – afferma Rossi Romanelli -. La prova arriverà anche dai prossimi provvedimenti, a partire dai temi dell’energia, del sostegno alla piccola editoria e della riforma del sistema sanitario regionale, sulla quale sono in corso interlocuzioni. Ambiti nei quali la coalizione potrà dimostrare la capacità di trovare una sintesi nell’interesse dei cittadini”.
Anche da Alleanza Verdi e Sinistra arriva una difesa netta dell’esperienza di governo. Il consigliere Lorenzo Falchi definisce la coalizione toscana solida e rivendica i risultati raggiunti su alcuni temi qualificanti dell’azione politica comune, dalla difesa della sanità pubblica al rilancio della sanità territoriale, fino alle misure per il reinserimento lavorativo.
“La coalizione è una coalizione solida in Toscana, che sta lavorando e sta facendo cose assolutamente utili e interessanti anche in prospettiva nazionale – dichiara Falchi -. Penso a tutto il tema della difesa della sanità pubblica e del rilancio della sanità territoriale e pubblica; penso all’attenzione al lavoro con le misure per il reddito di reinserimento lavorativo e a tante misure che abbiamo sostenuto e che vogliamo, anzi che diventino sempre più patrimonio del governo della coalizione. La nostra è una coalizione composita in cui c’è rispetto di tutte le forze politiche, non è una caserma che forse è il modello a cui fa riferimento la destra quando pensa al modo di stare insieme e di governare le istituzioni“.