Il disavanzo della sanità toscana sceso a 80 milioni di euro e la variazione di bilancio prevista dalla Regione non convincono l’opposizione. A commentare la manovra è il vicepresidente della Commissione sanità del Consiglio regionale, Enrico Tucci di Fratelli d’Italia, che parla di un problema ancora aperto nonostante l’annunciato pareggio dei conti.
“Io sono sicuramente più tranquillo, come lo saranno i cittadini toscani – ironizza Tucci -, però fa un po’ ridere questo balletto di cifre: un mese fa si parlava di 100 milioni sulla stampa, poi in Consiglio regionale il presidente Eugenio Giani ha parlato di 110 milioni e adesso siamo a 80”.
Secondo Tucci il punto non è tanto l’entità della cifra, quanto il fatto stesso che si sia registrato uno squilibrio: “Che ci sia un disavanzo è un problema grave, aldilà del balletto di cifre. La sanità sa quanti soldi riceve dallo Stato e bisognerebbe una volta per tutte mettersi in testa di farseli bastare”.
Il consigliere regionale torna poi su un tema che da tempo porta avanti: la necessità di una riforma strutturale della sanità toscana, superando interventi che definisce “mancette” annuali.
Un primo passo, secondo Tucci, potrebbe essere la revisione della legge regionale 40 del 2005, la norma che disciplina l’organizzazione del sistema sanitario toscano.
“Sono passati vent’anni e in vent’anni è cambiato il mondo. Da una parte della maggioranza c’è la volontà di riformare la legge 40 e noi accogliamo con favore questa proposta. In Commissione sanità verificheremo l’opportunità di creare un gruppo di lavoro per aggiornare la legge”.
Altro nodo resta quello delle liste d’attesa, su cui la Regione ha annunciato un investimento da 32 milioni di euro.
“Il problema delle liste d’attesa esiste eccome. Io sono subissato da messaggi di colleghi medici che non riescono a ottenere appuntamenti per i pazienti”.
Tucci cita anche i dati emersi durante l’audizione dell’assessora alla sanità, Monia Monni, in Commissione: “È venuto fuori il cosiddetto catchment index, un indicatore inventato dalla Regione Toscana: significa che solo il 65% delle prescrizioni trova una prenotazione, mentre il 35% non arriva nemmeno alla fase della prenotazione. Quindi i dati rassicuranti che vengono presentati si basano su due terzi delle prescrizioni. Ma poi c’è la realtà della persona che mette la sveglia a mezzanotte per cercare di prenotare una visita e alla fine desiste”.
Infine, Tucci critica anche il meccanismo di finanziamento legato all’addizionale regionale Irpef, che contribuisce a coprire parte della spesa sanitaria.
“L’aumento dell’Irpef è diventato di fatto strutturale. Il gettito stimato dal Ministero dell’Economia è di circa 250 milioni, ma sulla sanità se ne destinano meno di 150. Questo significa che l’aliquota avrebbe potuto essere ridotta o addirittura eliminata”.
Per l’opposizione resta quindi aperto il nodo di fondo: la sostenibilità e l’organizzazione del sistema sanitario regionale, che secondo Tucci richiedono interventi più profondi rispetto alle variazioni di bilancio annuali.