Regione Toscana, Tucci: "I cittadini non sanno quello che accade in Consiglio"

All’incontro di Palazzo Patrizi il consigliere regionale di FdI ha richiamato l’importanza delle competenze della Toscana e chiesto maggiore attenzione al dibattito tra maggioranza e opposizione

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“La Regione si occupa di loro e loro non si occupano della Regione”. Enrico Tucci ha sintetizzato così la distanza tra i cittadini e l’attività dell’istituzione regionale, in occasione dell’incontro “La Regione spiegata facile!”, che si è tenuto ieri, mercoledì 14 ottobre, a Palazzo Patrizi a Siena.
Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia è partito dalle competenze della Toscana, ricordando quanto le scelte dell’ente incidano sulla vita quotidiana: “La sanità, che interessa tutti”, ma anche “il ciclo dei rifiuti, le infrastrutture” e la cultura, attraverso il sostegno alle istituzioni culturali. “La Regione ha un bilancio di 13 miliardi”, ha sottolineato.
Al centro delle sue considerazioni è finita soprattutto la conoscenza del lavoro del Consiglio regionale. “Il Consiglio regionale non ha più copertura mediatica da diversi anni”, ha sostenuto Tucci. “Quando noi andiamo in Consiglio, noi non abbiamo nessun giornalista, non abbiamo nessuna televisione che segue il dibattito”.
Secondo il consigliere, il racconto dei lavori è affidato prevalentemente alla comunicazione istituzionale di Toscana Notizie, che ha definito “un’informazione leggermente di parte”. Una situazione che, a suo giudizio, limita la possibilità di conoscere il confronto politico: “Questo è un problema vero per i cittadini, perché i cittadini non sanno niente di quello che accade in Regione”.
Per Tucci, seguire il dibattito significa comprendere anche le posizioni delle opposizioni, oltre agli atti approvati dalla maggioranza. Come esempio ha citato gli interventi del collega Alessandro Capecchi sul ciclo dei rifiuti, un tema che ha collegato agli aumenti delle tariffe e sul quale ha espresso un giudizio critico: “In Regione c’è la massima confusione”.
Il consigliere ha quindi sollevato il tema delle responsabilità nella ridotta attenzione ai lavori dell’assemblea: “È l’informazione che ha le massime responsabilità in questa situazione”. Un’osservazione accompagnata però da una precisazione sul ruolo delle scelte editoriali: “Forse l’editoria? Non lo so, io su questo non ho le competenze necessarie per dare giudizi”.
La conclusione è stata un richiamo alla necessità di un’attenzione continuativa: “La Regione Toscana viene fuori solo ogni cinque anni, quando c’è da andare a votare”.



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