Nessuna trattativa, stallo per il contratto integrativo aziendale e ritardi continui: per questo motivo nei giorni scorsi NurSind, insieme a Nursing Up, hanno proclamato lo stato di agitazione del personale sanitario dell’Asl Toscana Sud-Est.
A spiegare nel dettaglio i motivi della protesta sono Claudio Cullurà, Valentina Galesi e Danilo Malatesta, rispettivamente segretari territoriale del NurSind di Arezzo, Grosseto e Siena.
“Ci troviamo davanti – raccontano – a uno stato di paralisi di fatto delle trattative con l’Asl Toscana Sud Est, dovuto principalmente ai continui rinvii del calendario e alle modifiche dei tavoli di trattativa operati unilateralmente da parte dell’Azienda. Uno stallo che sta impedendo la formulazione del contratto integrativo aziendale, creando un danno economico importante ai lavoratori. Con questo modo di fare è impossibile addivenire ad accordi che portino benefici al personale sanitario. Una situazione paradossale, se si tiene conto che il contratto collettivo nazionale di lavoro è stato siglato otto mesi fa”.
Ma c’è dell’altro, come precisano Cullurà, Galesi e Malatesta. “L’Asl – proseguono – fornisce la documentazione necessaria in maniera tardiva, incompleta, quando non evidentemente errata, con un evidente intento di procrastinare la durata delle trattative, contraendo il tempo di confronto e discussione. Di fronte alle nostre proteste l’Azienda ci ha risposto in una maniera che noi consideriamo irricevibile. Per questo motivo, insieme a Nursing Up, abbiamo deciso per la proclamazione dello stato di agitazione del personale dell’Asl Toscana Sud Est e chiesto al prefetto di Arezzo un tentativo di conciliazione con la direzione dell’Azienda”.