Rossella Lezzi, Federalberghi Siena: “Il lusso tiene, il medio-basso spende meno. L’estate? Italiani in Italia”

“Ora puntare su servizi e turismo di prossimità in vista dell’estate”

Di Redazione | 7 Aprile 2026 alle 15:00

Bilancio di Pasqua e prospettive per l’estate a Siena con Rossella Lezzi, presidente di Federalberghi Siena. Tra code al Duomo e al Santa Maria della Scala e un quadro internazionale incerto, la fotografia che emerge è in chiaroscuro: flessione nel segmento medio, tenuta dell’alto spendente, e un ritorno marcato del turismo di prossimità.

Pasqua tra boom e contraddizioni

Le città d’arte hanno richiamato soprattutto pubblico italiano, ma la distribuzione della spesa non è omogenea. Lezzi sintetizza così il weekend pasquale:

“Le città d’arte sono state interessanti per il pubblico italiano perché stiamo tornando a un turismo di prossimità. Abbiamo una flessione del 15% sulle strutture a 3-4 stelle e il tutto esaurito nei resort a 5 stelle.”

Un dato che, per la presidente di Federalberghi Siena, deve spingere il territorio a interrogarsi su qualità e gamma dei servizi offerti, alla luce dei mutamenti macroeconomici e geopolitici.

“Il turismo deve essere ricettivo a quelle che sono le indicazioni dell’economia mondiale. Abbiamo rilevato una tenuta del turismo ad alta capacità di spesa, una flessione su quello medio e basso, e ancora interesse dal segmento asiatico.”

Estate: la scommessa sul mercato interno

Guardando ai prossimi mesi, l’attesa è per una stagione trainata dagli italiani, con Siena meta di passaggio strategica verso le coste e le campagne toscane.

“Per l’estate ci aspettiamo che gli italiani rimangano in Italia. Siena è sempre stata una meta di transito per le coste: torniamo al turismo di prossimità.”

La congiuntura, tra prezzi energetici e instabilità internazionale, pesa sulle scelte dei consumatori. Su questo Lezzi non nasconde la preoccupazione per un certo allarmismo mediatico:

“La stampa nazionale sta facendo un’operazione che definisco abbastanza terroristica per i consumatori. Serve equilibrio: l’aumento dei prezzi in parte dipende dall’aumento della domanda.”

Disdette, mercati esteri e la forbice che si allarga

Capitolo cancellazioni: qualche rinuncia arriva soprattutto dall’oltreoceano, ma l’effetto viene in parte assorbito dalla domanda di casa.

“È ovvio che ci siano disdette da parte del pubblico oltreoceano per determinate ristrettezze, e colpiscono il target medio e basso. Il pubblico dei resort continua a essere presente: non viene toccato, anzi ‘surfa’ sulla crisi.”

La conseguenza, avverte, è un’ulteriore polarizzazione della domanda, che impone un salto di qualità nella risposta del territorio.

“Aumenterà il divario tra tipologie di fruitori e dovrà aumentare il livello dei servizi. Invito le istituzioni locali a investire anche in infrastrutture e in servizi mirati ai segmenti che stanno crescendo.”

Il monito finale

Chiusura netta, che suona come una chiamata alla responsabilità condivisa tra pubblico e privato.

“Non ci possiamo permettere sbavature di nessun genere.”



Articoli correlati