Chiudere con il passato non è uno slogan: è un calendario di udienze, impegni presi e verifiche davanti a un giudice. E, a volte, è anche un diploma di scuola secondaria appena conquistato mentre le carte giudiziarie raccontano tutt’altro. È il filo che ieri, in tribunale a Firenze, ha tenuto insieme la posizione di un ragazzo oggi maggiorenne, chiamato a fare i conti con una serie di episodi risalenti a quando non aveva ancora compiuto 18 anni e sfociati in numerosi procedimenti davanti alla giustizia minorile.
Il giovane, assistito dall’avvocato Alessandro Betti, si trova attualmente agli arresti domiciliari per una rapina che, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbe stata commessa nella zona di Piazzale Rosselli. Nonostante la misura, ieri era presente in aula per la gestione complessiva dei fascicoli maturati negli anni precedenti: un percorso giudiziario frammentato, fatto di contestazioni diverse e di esiti non uniformi, che il tribunale ha ricondotto a una programmazione unica delle prossime tappe e che il tribunale ha rinviato al 17 settembre. Una data che, sul piano tecnico, serve a due cose: consentire al giovane di completare una messa alla prova già avviata in uno dei procedimenti e, parallelamente, di predisporre – con i servizi competenti e la difesa – il programma di messa alla prova per gli altri fascicoli ancora aperti. La messa alla prova, va ricordato, è l’istituto che nella giustizia minorile punta alla responsabilizzazione e al reinserimento: prescrizioni, attività riparative e lavori di utilità sociale, con la prospettiva dell’estinzione del reato in caso di esito positivo.
Tra gli episodi che restano nel perimetro dell’esame giudiziario, vengono richiamati fatti collocati in un arco temporale ampio. C’è un’intrusione contestata nelle attività della contrada della Chiocciola all’Oliveta nel 2023, con porte forzate e la sparizione di alcuni oggetti, tra cui dispositivi elettronici e un registratore di cassa; una vicenda, questa, in cui si parla anche della presenza di un’altra persona non identificata. In un altro procedimento si fa riferimento alla sottrazione temporanea di una carrozzina elettrica nel 2022. In un ulteriore filone, l’attenzione si concentra su una rissa avvenuta in piazza del Campo, durante la quale un poliziotto sarebbe rimasto lievemente ferito. E ancora: in atti compare la contestazione di porto di un coltellino, un dettaglio che, al di là dell’esito processuale, misura la distanza tra certe scelte e le conseguenze che possono innescare.
La fotografia che esce dall’aula non è quella di una storia già risolta, ma di un passaggio di fase. Da una parte, la necessità di dare ordine e definizione giudiziaria a comportamenti attribuiti a un’età segnata dall’impulsività e da confini spesso oltrepassati; dall’altra, la possibilità – tutta da verificare – di un cambio di rotta concreto, costruito su impegni controllabili e su un progetto di vita più stabile. Il tribunale ha fissato la prossima scadenza. Al ragazzo, ora, resta la parte più difficile: dimostrare, nei fatti, che il futuro può pesare più del passato.
