"Salvateci": ogni giorno all’Università di Siena le richieste disperate degli studenti da Palestina, Iran e Afghanistan

Laura Boldrini incontra a Siena gli studenti palestinesi accolti dall’ateneo: "Dare loro una possibilità di studiare significa restituire un futuro"

Di Simona Sassetti | 14 Marzo 2026 alle 14:30

Ogni giorno arrivano messaggi che non sono semplici domande di studio. Sono richieste di aiuto, appelli disperati, grida di sopravvivenza. All’Università di Siena giungono sei o sette richieste al giorno da giovani che vivono in Paesi devastati da un genocidio come la Palestina, da guerre come in Iran e Afghanistan. Parole che spesso si ripetono identiche: “Salvatemi”, “portatemi via”, “aiutatemi a uscire da qui”.  A raccontarlo è Federico Lenzerini, professore dell’ateneo e delegato per gli studenti provenienti dalle aree di crisi. “Purtroppo – spiega – per le studentesse e gli studenti che siamo riusciti ad aiutare ce ne sono centinaia a cui abbiamo detto no per mancanza di risorse. Quando abbiamo assegnato cinque borse di studio abbiamo ricevuto più di 1100 domande“. Domande che raccontano vite sospese. “Non si tratta soltanto di merito negli studi – continua Lenzerini –. Molti di loro non chiedono solo di poter studiare all’estero. Ci scrivono proprio “salvami e portami da voi”.

Grazie ai corridoi accademici e alle borse di studio attivate dall’ateneo, negli ultimi mesi sono stati undici gli studenti palestinesi accolti. Ieri pomeriggio, a Siena, cinque studentesse e uno studente provenienti da Gaza hanno incontrato l’onorevole Laura Boldrini, arrivata per portare sostegno al progetto.

L’emozione non è mancata. «Erano molto emozionati – racconta Lenzerini –. Si sono trovati in un contesto completamente nuovo. Una di loro mi ha detto: “Qui sei come il padre che ho lasciato a Gaza”. Per molti di questi giovani Siena rappresenta la prima possibilità concreta di ripartire dopo mesi o anni vissuti tra distruzione e paura.

Per questo l’incontro ha assunto anche un forte valore simbolico. “Quello che l’Università di Siena ha fatto è molto importante – ha dichiarato Laura Boldrini –. A Gaza in questi anni c’è stata una devastazione enorme e tanti sogni sono stati spezzati. Offrire a questi ragazzi la possibilità di studiare significa dare loro una nuova chance di vita“.

Ma il problema resta enorme. Le richieste continuano ad arrivare e le risorse sono limitate. “Stiamo cercando fondi – conclude Lenzerini – perché ogni centesimo raccolto servirà a finanziare nuove borse di studio. Purtroppo dire di no a chi ti scrive “salvami” è una delle cose più difficili”.

Simona Sassetti

Nasce a Siena nel 1991, lavora a Siena Tv dal 2016. Ha scritto prima sul Corriere di Siena, poi su La Nazione. Va pazza per i cantanti indie, gli Alt-J, poi Guccini, Battiato, gli hamburger vegani, le verdure in pinzimonio. È allergica ai maschilismi casuali. Le diverte la politica e parlarne. Ama il volley. Nel 2004 ha vinto uno di quei premi giornalistici sezione giovani e nel 2011 ha deciso di diventarlo



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