La Regione Toscana chiude in pareggio il bilancio consolidato 2025 del servizio sanitario regionale, grazie a un’iniezione complessiva di 80 milioni di euro. Le risorse arrivano dalla prima variazione del triennio in corso e consentono di coprire lo squilibrio dei conti sanitari dell’anno in corso.
Nel dettaglio, 30 milioni derivano dall’aggiornamento della stima del gettito dell’addizionale regionale Irpef sulla base delle previsioni del Ministero dell’Economia e delle Finanze. A questi si aggiungono 25,72 milioni precedentemente accantonati per garantire il pagamento delle rate di mutuo di enti del servizio sanitario, oggi non più necessari, e 24,27 milioni prelevati dal fondo di riserva. Complessivamente, appunto, 80 milioni di euro.
La proposta di legge che recepisce la variazione è stata approvata dalla Giunta regionale e inviata al Consiglio regionale per l’esame. Alla tutela della salute e alla copertura dello squilibrio di bilancio 2025 erano già stati destinati 132 milioni di euro di addizionale Irpef 2026, a cui si sommano altri 52 milioni già presenti in bilancio. In totale, le risorse utilizzate per la chiusura in pareggio dei conti della sanità toscana ammontano a 264 milioni di euro.

“Una Toscana all’attacco sulla sanità, con la capacità di chiudere in pareggio i conti con un contributo, accanto al Fondo sanitario nazionale, di 252 milioni – ha spiegato il presidente della Regione, Eugenio Giani –. Gli ultimi 80 milioni sono quelli della variazione di bilancio che approviamo. Intanto procediamo con la riforma della sanità territoriale: sono già operative 5 delle 70 Case di comunità previste, che saranno la caratteristica di quest’anno. È da qui che passa anche l’azione sulle liste d’attesa, per le quali abbiamo impegnato 32 milioni, attraverso luoghi più vicini ai cittadini e capaci di rafforzare i servizi”.
Il capitolo liste d’attesa è infatti uno degli assi principali dell’intervento regionale. Come ha sottolineato l’assessora al diritto alla salute, Monia Monni, si tratta di un investimento costruito interamente con risorse proprie: “32 milioni sono destinati al contenimento delle liste d’attesa. Di questi, 20 milioni vanno alla produttività aggiuntiva, quindi a ore in più per i medici del sistema pubblico, e 12 milioni al privato convenzionato per ampliare l’offerta. Misure che l’anno scorso ci hanno consentito di recuperare 16 mila interventi chirurgici e 356 mila prestazioni ambulatoriali. Confidiamo di migliorare ulteriormente questi risultati”.
Secondo l’assessora, si tratta di un impegno che grava totalmente sul bilancio regionale: “È un investimento forte che sta sulle spalle della Regione, perché il Governo non ha messo un euro in più per il contenimento delle liste d’attesa”.
Accanto al potenziamento dell’offerta, nel 2025 entra in campo anche una novità: il contrasto alle prescrizioni inappropriate.
“Negli ultimi sei anni le richieste di visite specialistiche sono cresciute del 41% e quelle di diagnostica del 50%. Sono numeri che parlano chiaramente di inappropriatezza – ha spiegato Monni –. Vogliamo lavorare con la comunità scientifica e con i medici di famiglia, che per noi sono partner fondamentali, per distinguere ciò che va trattato subito perché risponde a un bisogno reale da ciò che rischia di congestionare inutilmente il sistema”.
Con la chiusura in pareggio del bilancio sanitario 2025 e con l’investimento complessivo da 264 milioni di euro, la Regione Toscana rivendica dunque una strategia che unisce tenuta dei conti, rafforzamento della sanità territoriale e interventi mirati sulle liste d’attesa, in un contesto di risorse nazionali giudicate insufficienti.