Dura critica di Fratelli d’Italia alla variazione di bilancio sulla sanità approvata dalla giunta regionale. In una conferenza stampa in Consiglio regionale, il gruppo ha contestato la lettura dell’esecutivo guidato da Eugenio Giani, secondo cui le nuove risorse rappresenterebbero un investimento sul sistema sanitario.
Secondo il vicepresidente della Commissione sanità, Enrico Tucci, si tratta invece di un disavanzo da coprire.
“Gli investimenti sono altri, onestamente. Io non sono un economista ma credo che questa definizione non si attagli. Abbiamo un disavanzo di 80 milioni: ricordo che in poche settimane si è passati da 100 milioni, poi 110 sulla stampa, fino agli 80 indicati dal presidente Giani in Consiglio regionale”.
Per Tucci la variazione di bilancio serve a coprire prestazioni e servizi che non erano stati previsti nel bilancio iniziale.
“Se uno fa un bilancio di previsione dovrebbe poi rispettarlo. Quello che è emerso ieri in Commissione sanità è che il problema delle liste d’attesa in Toscana è ancora molto forte, e ci si mettono sopra 32 milioni”.
Il consigliere sottolinea anche la destinazione di una parte delle risorse al sistema privato convenzionato.
“Un terzo di questi 32 milioni va alla sanità privata convenzionata, ed è un dato importante da sottolineare. Altri 4 milioni sono destinati a una non ben definita premialità per le aziende virtuose. Vedremo in cosa consiste, perché è la prima volta che ne sento parlare dopo 41 anni di professione medica”.
Il gruppo di opposizione annuncia inoltre nuove verifiche sull’utilizzo dei fondi. “Chiederemo di nuovo l’audizione dell’assessora Monia Monni in Commissione sanità tra qualche settimana – aggiunge Tucci – perché vogliamo conoscere nel dettaglio le azioni che le aziende sanitarie metteranno in campo. Nei prossimi mesi passeremo a verificare se quanto dichiarato sarà davvero realizzato”.
Sul tema delle liste d’attesa interviene anche il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, Diego Petrucci, che parla di numeri preoccupanti.
“Circa 600 mila prestazioni prescritte non trovano una prenotazione conseguente. Dai dati che abbiamo, solo il 65% delle prescrizioni fatte dai medici arriva a una prenotazione”.
Secondo Petrucci, molte persone rinuncerebbero addirittura a provare a prenotare una visita o un esame.
“Sono centinaia di migliaia di persone che non riescono ad accedere con il click. C’è chi si mette la sveglia a mezzanotte per tentare di prenotare una visita per più notti di seguito, e poi rinuncia a curarsi oppure si rivolge al privato”.
Il capogruppo di Fratelli d’Italia parla di una situazione “drammatica” e contesta anche la lettura dei dati ufficiali sulle liste d’attesa. “Il ministro Orazio Schillaci ha detto alle Regioni di smettere di falsificare le liste d’attesa. Noi riteniamo che i dati forniti siano artefatti, perché riguardano solo il 65% di chi ha bisogno di una prestazione sanitaria”.
Una presa di posizione che apre un nuovo fronte di scontro politico in Consiglio regionale proprio mentre la Regione rivendica la chiusura in pareggio del bilancio sanitario e nuovi investimenti per ridurre i tempi di attesa.