La variazione di bilancio sulla sanità non è una semplice operazione contabile, ma un intervento mirato a finanziare prestazioni e servizi che il Fondo sanitario nazionale non riconosce, ma che la Regione Toscana sceglie comunque di garantire ai cittadini.
A chiarirlo è l’assessora al diritto alla salute, Monia Monni, che spiega come l’equilibrio dei conti sia stato raggiunto attraverso due interventi distinti.
“I conti sono in ordine. Abbiamo fatto poco tempo fa una prima variazione da 130 milioni e abbiamo approvato in Giunta un’ulteriore variazione da 80 milioni. Voglio precisare che sono investimenti: risorse che vanno a coprire bisogni che non vengono riconosciuti dal Fondo Sanitario Nazionale, cure che noi decidiamo di offrire comunque ai cittadini e alle cittadine toscane perché le riteniamo indispensabili”.
Fondi, dunque, non destinati solo a colmare squilibri finanziari, ma a sostenere servizi concreti per le persone. L’assessora entra nel dettaglio degli interventi coperti dalle risorse aggiuntive.
“Per fare alcuni esempi, una parte del trasporto sanitario è coperta da questa cifra, così come le terapie ABA per i bambini autistici e le parrucche per le malate oncologiche”.
Su questo fronte, la Regione ha appena rinnovato la delibera annuale che prevede il contributo per le pazienti oncologiche.
“È una misura che ci serve a dire alle pazienti che non sono soltanto la malattia che portano. Consente loro di vivere meglio e di attraversare lo specchio con maggiore tranquillità”.
Tra le voci finanziate rientrano anche farmaci e terapie per i più piccoli: “È una larga parte dei medicinali e delle cure di cui hanno bisogno i bambini e le bambine con malattie rare – conclude Monni -: bisogni importanti dei quali la nostra Regione decide di farsi carico”.
La variazione da 80 milioni, insieme a quella precedente da 130 milioni, rappresenta quindi un investimento strutturale su ambiti che restano fuori dai finanziamenti nazionali ma che incidono direttamente sulla qualità della vita delle persone. Una scelta politica precisa, rivendicata dalla Regione, che punta a garantire un livello di assistenza più ampio rispetto ai soli servizi coperti dal Fondo Sanitario Nazionale.