Sanità toscana, servono altri 110 milioni. Giani: “Investiamo sulla salute pubblica”, Petrucci: “Buco strutturale”

Giani risponde in Consiglio all’interrogazione di FdI. Petrucci: “Disavanzo strutturale, servono tagli agli sprechi”

Di Lorenzo Agnelli | 11 Febbraio 2026 alle 21:30

Serviranno quasi 110 milioni di euro dal bilancio regionale per sanare il disavanzo della sanità pubblica toscana. È quanto ha confermato il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, rispondendo in Consiglio regionale questa mattina all’interrogazione sul bilancio sanitario presentata da Fratelli d’Italia, con primo firmatario il vicepresidente dell’Assemblea legislativa Diego Petrucci.

Il fabbisogno definitivo è ancora in corso di determinazione, ma – ha spiegato Giani – la cifra “appare plausibile”, tanto che la Regione dovrà intervenire con una variazione di bilancio per garantire il pareggio dei conti delle Aziende sanitarie entro i termini previsti dalla legge.

I conti della sanità sono quelli di una Regione che investe sulla sanità pubblica – ha dichiarato Giani –. Mettiamo risorse nostre per compensare le carenze del Fondo sanitario nazionale. Mancano circa 100-110 milioni per chiudere i conti del 2025 e li prevediamo con una variazione di bilancio. È una direzione che fa vedere come la sanità toscana è la sanità pubblica migliore, lo stesso Ministro Schillaci mi ha riconosciuto in conferenza dei Presidenti delle Regioni che sulle liste d’attesa la Toscana è di esempio per tutti gli altri. Questo perché noi ci mettiamo risorse ed è una scelta politica: investire sulla sanità pubblica”.

Il nodo payback: “In sospeso 500 milioni”

Giani ha poi puntato il dito contro il mancato rimborso del payback sui dispositivi medici, meccanismo che impone alle aziende fornitrici di contribuire al ripiano della spesa sanitaria oltre i tetti fissati per legge.

Anche quest’anno il payback non è stato identificato – ha detto –. C’è un arretrato di oltre due anni sui decreti ministeriali. Le imprese dovrebbero restituire il 50% della spesa eccedente, ma senza quei decreti noi dobbiamo integrare con risorse regionali”.

Secondo i dati forniti dal presidente, per la Toscana sarebbero in ballo circa 500 milioni di euro, pari a circa 100 milioni per ciascuna annualità tra il 2019 e il 2023.

Petrucci (FdI): “Buco strutturale, serve revisione della spesa”

Di segno opposto la lettura del vicepresidente del Consiglio regionale, Diego Petrucci, che parla di disavanzo ormai strutturale.

Il buco è strutturale – afferma –. Ci avevano detto che l’aumento dell’Irpef sarebbe servito solo una volta per coprire il mancato payback e che poi sarebbe stato tolto. In realtà l’Irpef non è mai stata abbassata e oggi scopriamo che mancano altri 110 milioni”.

Petrucci ricorda che la spesa sanitaria toscana supera gli 8 miliardi e 276 milioni di trasferimenti statali: “Non bastano nemmeno questi soldi, ne servono altri 110 dalle tasse dei cittadini toscani. È un disastro”.

Per Fratelli d’Italia la soluzione non è aumentare le risorse ma riorganizzare la spesa: “È necessaria una revisione della spesa sanitaria per eliminare sprechi che valgono centinaia di milioni di euro e una revisione del patrimonio regionale sanitario. Ci sono aree e immobili delle Asl dismessi o inutilizzati che possono essere messi a reddito per finalità sociali o finanziarie”.

La partita dei conti sanitari resta dunque aperta: entro fine aprile la Regione dovrà chiudere i bilanci delle Asl, mentre il confronto politico si concentra su una domanda centrale: il disavanzo è il prezzo di un investimento sulla sanità pubblica, in mancanza di sufficienti fondi statali, come sostiene la Giunta, o il segnale di un sistema di sprechi da rivedere, come denuncia l’opposizione.

Lorenzo Agnelli

Giornalista pubblicista iscritto all'ordine dal 2020. Esperienza nel ruolo prima come corrispondente locale dalla Val d'Orcia e poi all’interno della redazione di Radio Siena Tv. Prendere parte alle discussioni e conoscere a fondo i fatti sono stati i fattori scatenanti della sua personale passione verso il giornalismo, concentrandosi principalmente sui fatti di cronaca che riguardano la collettività, come la politica e le sue incoerenze, materie da spiegare e rendere accessibili a tutti. Ama la città in cui lavora, Siena, e la sua terra, la Val d’Orcia, luogo capace di offrire bellezza paesaggistica ma anche umana, difficile da spiegare, ma che non si stanca mai di raccontare.



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