Torna al centro del dibattito politico regionale la sanità toscana dopo il primo confronto in Commissione Sanità con l’assessora al diritto alla salute Monia Monni. A intervenire, questa volta, è Enrico Tucci, consigliere regionale di Fratelli d’Italia e vicepresidente della Commissione Sanità, che traccia un bilancio netto e critico della riunione.
“L’assessora Monni ha fatto una lunga relazione, oltre un’ora, piena di interrogativi e di buoni propositi – spiega Tucci –. Poi però bisogna vedere come questi propositi calano nella realtà. La sanità non è più quella di vent’anni fa e dobbiamo prenderne atto”.
Uno dei nodi centrali, secondo il vicepresidente della Commissione, è la necessità di rivedere completamente la legge regionale 40 del 2005, che disciplina il sistema sanitario toscano. “Parliamo di una legge di vent’anni fa – sottolinea – scritta per una società completamente diversa, soprattutto dal punto di vista demografico. Oggi la sanità non è attrezzata fino in fondo ad affrontare questa nuova sfida. Senza linee strategiche chiare, i provvedimenti diventano solo toppe”.
Tucci rilancia quindi l’idea di un cambio di paradigma vero e strutturale, raccogliendo una sollecitazione arrivata, a suo dire, dagli stessi banchi della maggioranza: “Se davvero vogliamo dare un senso a questa legislatura, dobbiamo farlo sulla sanità. Parliamo del 65% del bilancio regionale, di un tema che riguarda tutti, senza distinzioni politiche. Noi siamo pronti a raccogliere questa sfida“.
Entrando nel merito dei temi affrontati in Commissione, il consigliere senese pone l’accento sulla questione dei punti nascita, che riguarda da vicino anche il territorio di Siena e provincia: “È stato ricordato un dato noto dal 2021: l’ospedale Le Scotte non raggiunge più le mille nascite l’anno, mentre Nottola è in difficoltà a raggiungere quota 500 – afferma Tucci -. I parametri ministeriali sono chiari. Oggi sono in difficoltà anche due o tre realtà fiorentine e questo crea grande preoccupazione a livello regionale. Ma il problema di fondo resta: la demografia è cambiata e dobbiamo prenderne atto, senza ipocrisie”.
Altro capitolo dirimente è quello delle cure per l’autismo, in particolare i trattamenti ABA: “Nel bilancio di previsione regionale – ricorda Tucci – queste cure erano state dimenticate. È servito un emendamento della nostra capogruppo La Porta, poi trasformato in mozione, per portare il tema in Commissione. La Giunta ha rimediato in corsa, ripristinando i fondi ed estendendoli a tutto il 2026″.
Un intervento ritenuto necessario ma non sufficiente: “Sull’autismo manca ancora un piano organico – conclude – che doveva essere completato entro il 2025. Chiediamo con forza che venga completato nel 2026, perché queste famiglie non possono essere lasciate nell’incertezza”.
Una presa di posizione che conferma come, al di là degli schieramenti, la sanità resti uno dei terreni più delicati e decisivi dell’attuale legislatura regionale.