Non capita spesso di entrare al Santa Maria della Scala di sera e trovare il museo pieno, vivo, attraversato da musica e passi lenti. Ieri il Complesso ha cambiato ritmo con un’apertura serale fuori dall’ordinario: oltre 300 persone, molti giovani e diversi senesi, hanno scelto di visitare l’antico Spedale in una versione inedita, tra percorsi illuminati in modo diverso, degustazioni e jazz dal vivo.
L’evento, “Museum in Motion”, ha trasformato l’Antico Spedale in un percorso serale fatto di passaggi morbidi tra piani, sale e scale, con una regia semplice ma efficace: luci più calde, spazi dilatati, un’aria diversa già dall’ingresso.
Il museo non era solo visitabile: era abitabile. Si camminava con un calice in mano, si sostava senza fretta, si tornava indietro per seguire un suono, per riprendere un dettaglio, per rientrare in una sala che di giorno si attraversa spesso con passo più rapido.
A dare continuità al percorso, piano dopo piano, ci ha pensato la musica dal vivo: gli studenti di Siena Jazz – Accademia Nazionale del Jazz, disposti come piccole “stazioni sonore”, capaci di cambiare tono agli ambienti senza coprirli. Non un sottofondo indistinto, ma interventi puntuali: un tema che accompagna la salita, un dialogo tra strumenti che invita a fermarsi, un ritmo che fa sembrare più breve un corridoio. La degustazione dei vini di Castello di Albola (Radda in Chianti) ha completato il quadro con una presenza discreta: calici ben scelti, sorseggiati mentre lo sguardo si spostava dalle volte alle teche, dai frammenti archeologici alle grandi campiture pittoriche.
In apertura, nella sala San Galgano, è arrivata anche un’anteprima pensata come biglietto da visita visivo per la città: il video “Siena From Earth To the Sky”, voluto dal Comune di Siena e realizzato da Free FPV Films. Un racconto costruito interamente con riprese aeree, capace di far scorrere Siena come se la si attraversasse con un’unica, lunga traiettoria: dal livello della strada alle altezze dei tetti, dai margini al cuore del centro storico, entrando e uscendo dai luoghi simbolo con prospettive insolite. Un modo di raccontare la città non cartolinesco, ma dinamico, quasi fisico: il volo che si stringe, che si apre, che mette in fila Duomo e Palazzo Pubblico, Santa Maria della Scala e Provenzano, la Casa di Santa Caterina e la Pinacoteca, fino a inseguire torri e vicoli nel reticolo medievale riconosciuto dall’Unesco.
Poi il museo, quello vero, ha ripreso la scena. Tra le tappe più seguite, le sale del Museo archeologico, visitate con quella calma particolare che solo la notte riesce a dare. E ancora, la discesa verso Santa Caterina della Notte, con il giaciglio della santa: una visita che, senza bisogno di effetti, mantiene una forza silenziosa e quasi domestica, tanto più evidente quando attorno c’è poca fretta e molto ascolto.
Molto osservata anche la mostra “Metamorfosi del Sacro” di Teodora Axente, con una selezione di 14 opere curata da Riccardo Freddo e Michelina Eremita: un progetto che lavora per slittamenti e tensioni, tra iconografie riconoscibili e trasformazioni che spostano il senso, lasciando al visitatore il tempo di interrogarsi sulle immagini senza la pressione del flusso diurno.

Tra i momenti che più hanno segnato la serata, la visita al ciclo di affreschi della Tebaide, attribuito al pittore senese Lippo Vanni e databile ai primi anni Quaranta del Trecento: una presenza monumentale e insieme narrante, dove l’insieme regge l’urto della storia e i dettagli continuano a restituire micro-scene, gesti, tracce di un immaginario che ancora parla. Vederla in notturna, con un pubblico attento e con la musica che arrivava da lontano, ha aggiunto un livello di percezione: meno visita “in fila”, più esperienza.
Alla serata hanno partecipato anche diverse figure istituzionali e del mondo culturale cittadino: tra i presenti il sindaco Nicoletta Fabio, gli assessori Lorenzo Lorè e Micaela Papi, il vicepresidente della Fondazione Santa Maria della Scala Niccolò Fiorini con la consigliera Massimiliana Quartesan, la direttrice Chiara Valdambrini, il presidente di Siena Jazz Massimo Mazzini e il comandante provinciale della Guardia di Finanza, colonnello Pietro Sorbello.
Presenze che non hanno cambiato il tono dell’iniziativa, rimasta soprattutto una serata di pubblico: persone che entravano, scoprivano, si orientavano tra piani e sale, si fermavano a parlare, a riascoltare, a guardare meglio.
Il tratto più riuscito di “Museum in Motion” è stato proprio questo: l’idea di un museo che, senza rinunciare alla sua identità, si muove insieme alla città. Con le Strade Bianche alle porte e Siena già piena di voci e arrivi, Santa Maria della Scala ha offerto un’esperienza coerente con il momento: accogliente, contemporanea, capace di mescolare patrimonio e presente senza forzature.
