Sciopero edili e metalmeccanici, 300 senesi al presidio a Firenze. Seggiani: "Mai più morti sul lavoro"

In provincia di Siena i metalmeccanici hanno scioperato per otto ore

Di Redazione | 21 Febbraio 2024 alle 18:00

“Mai più morti sul lavoro”. E’ questa la frase che ha accompagnato lo sciopero nazionale di due ore dei lavoratori edili e metalmeccanici indetto da Cgil e Uil in seguito alla morte di cinque operai nel cantiere dell’Esselunga a Firenze.

Il corpo dell’ultimo lavoratore coinvolto è stato recuperato dai vigli del fuoco ieri, 20 febbraio, alle 23 dopo un totale di oltre 100 ore di ricerca.

La mobilitazione dei sindacati si è tenuta a Firenze e, dalla provincia di Siena, sono partiti 5 pullman, di cui due rispettivamente da Siena e dalla Valdelsa e uno dalla Valdichiana, per un totale di circa 300 persone. In Toscana allo sciopero hanno aderito anche i settori del tessile, della manifattura, il chimico farmaceutico e dei materiali da costruzione e in provincia di Siena i metalmeccanici hanno effettuato otto ore di sciopero.

“Abbiamo deciso di scioperare perché è l’ora di dire basta in maniera concreta e mettere insieme forze per riuscire a invertire il trend – ha detto il segretario provinciale della Cgil Siena, Fabio Seggiani -. Le tragedie come quella di Firenze ci danno uno schiaffo che è la traduzione di quello che succede quotidianamente in questo Paese, tre morti al giorno per 365 giorni all’anno. Noi e la Uil abbiamo programmato uno sciopero nazionale, rinforzato in questa Regione e in questa provincia. E’ una presa di posizione importante da parte nostra e dei lavoratori che, il giorno dell’incidente, hanno scioperato in maniera spontanea e oggi molte aziende della nostra provincia hanno deciso di fermarsi per otto ore”.

Il segretario provinciale della Cgil senese Fabio Seggiani punta il dito sulla giungla di subappalti che interessava il cantiere dell’Esselunga: “E’ un aspetto che denunciamo da tempo, dall’intervento del Ministro rispetto ai subappalti a caduta nel codice degli appalti – ha spiegato Seggiani -. In un perimetro di cantiere come quello di Firenze c’erano oltre 60 aziende, che non possono essere coordinate. Sarà difficile anche per gli inquirenti riuscire a capire chi faceva cosa. Sburocratizzare non vuol dire deregolamentare, invece è stato fatto proprio questo”.



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