La Flc Cgil Toscana denuncia la convocazione, da parte del governo Meloni, dei Presidenti di quattro Regioni amministrate dal centrosinistra: Emilia-Romagna, Sardegna, Umbria e Toscana. Queste Regioni si sono espresse contro gli accorpamenti di istituti scolastici previsti dal piano nazionale di dimensionamento, che comporta un taglio lineare di oltre 5,3 miliardi di euro.
Secondo il sindacato, con ogni probabilità sarà deliberato il commissariamento di queste autonomie locali nella gestione delle politiche scolastiche, un’ipotesi giudicata “inaccettabile e ingiusta”.
La Regione Toscana ha presentato due ricorsi contro il decreto ministeriale che definisce il numero di autonomie scolastiche per il triennio 2026-2027, nel quale è previsto il taglio di 16 scuole da accorpare ad altri istituti. Il primo ricorso, presentato alla Corte Costituzionale, ha avuto esito negativo; il secondo, presentato al Presidente della Repubblica e affiancato da un ricorso ad adiuvandum della Flc Cgil, contesta invece il numero complessivo degli studenti toscani, che secondo il sindacato sarebbe stato calcolato in modo errato dal Ministero dell’Istruzione, con oltre 8.000 alunni in meno.
A fronte di queste contestazioni, la risposta del ministro Giuseppe Valditara è stata un ultimatum di dieci giorni, con la minaccia della perdita di alcune facilitazioni e la possibile nomina di un commissario.
“La nomina di un Commissario – sottolinea la Flc Cgil Toscana – probabilmente individuabile nel Direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale, rappresenterebbe un ulteriore esempio di centralizzazione e di logoramento dei poteri regionali, oltre a configurarsi come una misura punitiva nei confronti delle amministrazioni che difendono una scuola diffusa sul territorio”.
Il sindacato ricorda di essere impegnato fin dal gennaio 2023, insieme alla Regione Toscana, in una mobilitazione contro gli accorpamenti, che rischiano di impoverire le aree periferiche, ridurre il diritto allo studio e determinare la perdita di posti di lavoro tra personale Ata, docenti, Dsga e dirigenti scolastici.
“Si tratta – conclude la Flc Cgil Toscana – di una manovra miope e puramente economicistica, che mina la libertà di insegnamento e il ruolo costituzionale della scuola. Per questi motivi critichiamo duramente questa ennesima scelta del governo e continueremo a sostenere le lavoratrici e i lavoratori delle scuole coinvolte, oltre ai ricorsi presentati dalle Regioni”.