Immaginare il futuro dei giovani della Valdelsa, pensandolo per loro e costruendolo insieme a loro. È questo l’obiettivo della V edizione del convegno “Se dico minori… verso la città educante”, in programma venerdì 30 gennaio a partire dalle 17, presso la parrocchia San Giovanni Bosco in località Campolungo a Colle di Val d’Elsa.
L’iniziativa nasce dall’impegno condiviso della Fondazione Territori Sociali Altavaldelsa (FTSA) e dell’Oratorio Salesiano “Don Bosco”, in collaborazione con la Società della Salute Alta Valdelsa, nell’ambito del Programma di Intervento per la Prevenzione dell’Istituzionalizzazione (PIPPI). Il convegno è aperto a tutta la cittadinanza e si propone come uno spazio di confronto sui bisogni dei ragazzi e sulle sfide educative del territorio.
Il pomeriggio di lavori sarà dedicato alla riflessione sul ruolo della comunità nel sostenere la crescita dei minori, con l’obiettivo di far nascere progetti, servizi e nuove sinergie capaci di valorizzare le potenzialità dei giovani, favorire l’inclusione sociale e prevenire il disagio minorile in Valdelsa.
«Il sogno – spiega don Marco Cimini SDB, direttore dei Salesiani di Colle di Val d’Elsa – è scrivere insieme il patto educativo di comunità. Per realizzarlo, ogni parte della comunità educante è chiamata a portare il proprio contributo: solo così si può vivere un cuor solo e un’anima sola, trovando nel vero bene dei ragazzi l’obiettivo comune».
Un percorso che guarda alla città come spazio educativo diffuso. «In questo modo – aggiunge Francesca Nencioni, Area Minori FTSA e referente territoriale del Programma PIPPI – la città può trasformarsi in una comunità educante in tutti i suoi luoghi: scuole aperte anche al pomeriggio, musei che ospitano aule studio, biblioteche che diventano molto più che semplici contenitori di cultura».
Il convegno si inserisce nel calendario dei festeggiamenti di San Giovanni Bosco, patrono dei giovani e degli educatori, che si celebrano il 31 gennaio, e punta a coinvolgere attivamente scuole, istituzioni, famiglie, associazioni, servizi sociosanitari, realtà religiose e gli stessi giovani, attraverso momenti di lavoro condiviso e partecipato.