Il semestre filtro di Medicina, introdotto quest’anno dal Governo come presunto superamento del numero chiuso, sta mostrando tutte le sue criticità. Un sistema complesso, caricato sulle spalle degli studenti e degli atenei, che ha prodotto incertezze, ritardi e percentuali di promossi inferiori alle attese. In questo contesto, anche l’Università di Siena si è trovata a dover gestire una transizione difficile, mettendo in campo una serie di misure straordinarie per evitare che centinaia di studenti perdano un intero anno accademico.
Graduatoria nazionale: pochi promossi, molti ammessi con riserva
La graduatoria nazionale del corso di laurea in Medicina, pubblicata sul portale Universitaly, ha assegnato a Siena 303 posti su 305 disponibili (i due mancanti riservati a studenti extracomunitari non presenti). I numeri fotografano bene l’impatto del nuovo sistema:
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76 studenti ammessi direttamente, con tutti e tre gli esami superati
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220 studenti con due esami superati
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7 studenti con una sola sufficienza
In totale, 227 studenti risultano ammessi con riserva, chiamati ora a recuperare uno o due esami prima di completare l’immatricolazione definitiva. Una percentuale altissima che conferma come la selezione non sia affatto scomparsa, ma semplicemente posticipata.
Le scadenze sono stringenti: entro il 14 gennaio la conferma dell’immatricolazione, il 16 gennaio le comunicazioni agli studenti in attesa, il 24 gennaio il termine ultimo per immatricolarsi e il 28 gennaio la graduatoria definitiva stabilizzata.
Corsi di recupero al via dal 19 gennaio
Per far fronte a questa situazione, l’Università di Siena ha annunciato l’attivazione di corsi di recupero a partire dal 19 gennaio 2026 nelle tre materie del semestre filtro: Biologia, Chimica e Fisica, ciascuna da 6 CFU. I corsi, rivolti agli ammessi con riserva ai corsi di Medicina, si svolgeranno in modalità a distanza sulle piattaforme dell’Ateneo e avranno l’obiettivo di colmare le lacune formative emerse negli esami del semestre filtro.
A partire dal 29 gennaio prenderanno il via anche gli appelli straordinari di recupero, tre in totale (fine gennaio, metà febbraio e fine febbraio), che si svolgeranno nei presidi didattici di San Niccolò e San Francesco, con prove a quiz a risposta chiusa. Il superamento degli esami è condizione indispensabile per ottenere i crediti mancanti e proseguire il percorso a Medicina.
I corsi “affini” come paracadute accademico
Parallelamente, l’Ateneo ha riaperto le iscrizioni ai corsi di laurea affini all’area medico-scientifica, offrendo una via d’uscita immediata a chi non supererà il semestre filtro o deciderà di cambiare strada. Le immatricolazioni resteranno aperte fino al 6 marzo 2026 per:
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Farmacia
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Chimica e Tecnologia Farmaceutiche
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Scienze Biologiche
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Biotecnologie
Una scelta che punta a non disperdere studenti e competenze, permettendo anche il recupero della quota di 250 euro versata per l’iscrizione al semestre filtro. L’obiettivo dichiarato è chiaro: non perdere nessuno per la strada.
Resta però un dato significativo: rispetto agli anni precedenti mancano ancora all’appello circa 300 immatricolati nell’area medica e scientifica, segno che molti studenti hanno concentrato tutte le loro energie sul semestre filtro, senza alternative immediate.

Le conclusioni: selezione rinviata e molti interrogativi
Le conclusioni, al momento, sembrano essere due.
La prima: il numero chiuso a Medicina non è stato abolito. Nonostante gli annunci e lo slogan del Governo, più volte rivendicato anche dalla ministra Annamaria Bernini, la selezione esiste ancora ed è stata semplicemente spostata avanti di tre mesi, durante l’anno accademico, con costi economici, organizzativi e psicologici più alti per studenti, famiglie e università.
La seconda è un grande punto di domanda: il semestre filtro è davvero più equo?
Nato per rendere l’accesso meno casuale, sta producendo pochi promossi, tempi lunghi, incertezza diffusa, carico organizzativo enorme per gli Atenei e soluzioni tampone. I prossimi mesi diranno se il sistema potrà essere corretto e reso sostenibile o se le polemiche di oggi segneranno l’ennesima revisione di un modello che, ancora una volta, sembra aver spostato il problema senza risolverlo.
