Sette Giorni: accorpamenti scolastici, commissariamento e “lista stupri”a Siena. Marrucci e Magini: “Tagli alla scuola pubblica, serve rispetto e cultura”

L’allarme sul caso Sarrocchi: “Episodio preoccupante, va difesa l’educazione all’affettività e al rispetto”

Di Simona Sassetti | 17 Gennaio 2026 alle 21:30

Nella puntata di questa sera di Sette Giorni il tema centrale della prima parte è stato il dimensionamento della rete scolastica e il commissariamento deciso dal Governo per Toscana, Emilia-Romagna, Umbria e Sardegna. Una scelta che, secondo gli ospiti in studio, Chiara Magini, segretaria provinciale FLC CGIL Siena e Andrea Marrucci, presidente di Ali Toscana – Autonomie Locali Italiane e sindaco di San Gimignano, rischia di tradursi in accorpamenti forzati e in una riduzione di autonomie scolastiche con conseguenze pesanti su comunità locali, personale e qualità del servizio.

“Non è solo PNRR: sono tagli, chiamiamo le cose con il loro nome”

Il presidente di Ali Toscana e sindaco di San Gimignano, Andrea Marrucci, ha definito “grave  il commissariamento”, sottolineando come sarebbe stato “molto più corretto attendere il pronunciamento del Presidente della Repubblica”, anche alla luce di “numeri discordanti” sulla popolazione studentesca. Marrucci ha contestato la narrazione secondo cui gli accorpamenti sarebbero un obbligo “tecnico” legato al PNRR: “Il PNRR parla di efficientamento e razionalizzazione, ma così si fanno tagli nel settore delicatissimo della scuola- afferma- con ricadute in particolare su dirigenza e personale amministrativo”.

Dal territorio, l’esempio portato è quello dell’area valdelsana: “Rischiamo un istituto da 1.376 studenti, tra i più grandi della provincia, con plessi distanti e complessità gestionali evidenti”. Pur rassicurando le famiglie sulla tenuta dei plessi, Marrucci ha insistito sul punto: “Diventano istituti giganteschi senza garanzie di personale aggiuntivo. E questo è un errore su tutta la linea”.

Magini: “Centralizzazione del potere e precedente gravissimo”

Netta anche la posizione della segretaria provinciale FLC CGIL Siena, Chiara Magini, che ha parlato di un commissariamento “che scavalca la rappresentanza democratica” e “sostituisce il confronto politico e sindacale con un atto autoritativo”. Secondo Magini, è mancato il confronto con enti locali, famiglie, lavoratori e sindacati, e resta aperta una forte incertezza sui criteri operativi: “Si dice che non ci saranno perdite di posti di lavoro, ma non è così. Se l’accorpamento è numerico, anche organici e classi dipendono da coefficienti e medie. Le ricadute possono riguardare docenti, ATA e figure di dirigenza”.

Tra le criticità evidenziate anche il rischio di ulteriori accorpamenti nel medio periodo e la mancanza di chiarezza su come l’Ufficio scolastico regionale applicherà concretamente il piano, con timori di soluzioni “calate dall’alto”.

“Meno dirigenti significa meno attenzione a didattica e progettualità”

Nel confronto si è parlato anche degli effetti strutturali: meno autonomia e meno dirigenti, secondo Magini, “vuol dire non garantire attenzione a progettualità e didattica”, oltre a complicare gestione quotidiana, trasporti, coordinamento tra plessi e servizi. Marrucci ha aggiunto un elemento pratico: “Un collegio docenti da 200 persone, dove lo fai? E soprattutto: la scuola vive di relazione quotidiana. Serve presidio sul territorio, segreteria, interfaccia diretta per famiglie e docenti”.

Il caso Sarrocchi e l’allarme “lista stupri”: “Serve educazione al rispetto, senza passi indietro”

In chiusura della prima parte, spazio a un fatto di attualità che ha colpito Siena: la comparsa di una “lista stupri” in un bagno scolastico al Sarrocchi. Magini ha definito l’episodio “naturalmente preoccupante” e ha ricordato l’importanza dei progetti già attivi su affettività e sessualità nelle scuole. Ha anche annunciato l’intenzione di rafforzare iniziative di sensibilizzazione coinvolgendo lavoratori della scuola e associazioni del territorio, ribadendo che docenti e personale “sono sempre in prima linea” su questi temi.

Marrucci, parlando “da genitore prima ancora che da sindaco”, ha sottolineato la necessità di un’educazione civica e affettiva solida: “Non esiste un sesso forte e uno debole: esistono persone che meritano rispetto. Le compagne non sono oggetti”. E ha collegato il tema a un clima più ampio di violenza e prevaricazione, che “scende sempre più in basso nell’età”, partendo spesso da parole e scritte per arrivare a gesti concreti.

La puntata prosegue poi con la seconda parte dedicata alla cultura, con focus sui Musei Nazionali di Siena e sugli eventi della settimana.

Simona Sassetti

Nasce a Siena nel 1991, lavora a Siena Tv dal 2016. Ha scritto prima sul Corriere di Siena, poi su La Nazione. Va pazza per i cantanti indie, gli Alt-J, poi Guccini, Battiato, gli hamburger vegani, le verdure in pinzimonio. È allergica ai maschilismi casuali. Le diverte la politica e parlarne. Ama il volley. Nel 2004 ha vinto uno di quei premi giornalistici sezione giovani e nel 2011 ha deciso di diventarlo



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