Sette Giorni – Stracciati e il progetto con attori e danzatori con disturbi psichiatrici: "La danza che trasforma i corpi e racconta la libertà"

Il 19 e 20 marzo alla Corte dei Miracoli il debutto dello spettacolo “Gli indistinti confini”, ispirato alle Metamorfosi di Ovidio.

Di Simona Sassetti | 15 Marzo 2026 alle 11:00

Un progetto artistico che unisce danza, teatro e ricerca sulla pluralità dei corpi. È quello portato avanti dalla coreografa e danzatrice senese Irene Stracciati, ospite della seconda parte della trasmissione Sette Giorni. Al centro dell’intervista il lavoro della compagnia che Stracciati guida da anni e che coinvolge danzatori e attori con disturbi psichiatrici, insieme a giovani interpreti e bambini.

“Preferisco non parlare di inclusione nel senso canonico del termine – ha spiegato – perché quello che facciamo non è un intervento sociale ma una vera e propria ricerca artistica sulla pluralità dei corpi e della percezione”. Un approccio che mette al centro l’individuo e il suo talento, senza nascondere le differenze ma anzi valorizzandole come elemento creativo. “Nella nostra compagnia le differenze vengono rese visibili e fertili – ha raccontato – non si vogliono annullare. Io parto dall’individuo, dalla persona in grado di offrire un talento”.

Il progetto nasce da una lunga esperienza artistica e da una riflessione maturata nel tempo. “Circa vent’anni fa ho iniziato a lavorare con persone con sindrome di Down – ha ricordato – e all’inizio cercavo di togliere le differenze, di renderle uguali agli altri. Poi ho capito che era un atteggiamento abilista: in realtà proprio quelle differenze erano il valore estetico”. La compagnia riunisce interpreti di età diverse, dai bambini fino a persone di oltre settant’anni. Una scelta che per Stracciati rappresenta una ricchezza artistica. “Il corpo non deve esprimere solo perfezione o onnipotenza – ha spiegato – ma anche una storia. Un artista è qualcuno che rimane nella vita e porta sul palco ciò che ha vissuto”.

Il prossimo appuntamento sarà il 19 e 20 marzo alla Corte dei Miracoli, con il debutto del nuovo spettacolo “Gli indistinti confini”, ispirato alle Metamorfosi di Ovidio. “Non racconto le singole storie delle metamorfosi – ha spiegato la coreografa – ma la metamorfosi stessa. Lo spettacolo è ambientato in uno spazio scuro che non rappresenta l’assenza di luce, ma un grembo, qualcosa che viene prima dell’essere”.

Un lavoro onirico e visionario, dove danza, simboli e natura si intrecciano. In scena compaiono figure animali come il corvo e il cervo, simboli di trasformazione e intelligenza, mentre interpreti di età diverse condividono lo spazio scenico. Per Stracciati il teatro diventa un luogo di autenticità. “Il vero teatro è quando non c’è finzione – ha affermato – ma quando gli attori riescono a trasmettere qualcosa di vero”. Una dimensione che spesso genera nel pubblico una forte emozione. “C’è sempre molta commozione – ha raccontato – e credo che derivi proprio dall’autenticità degli interpreti”.

Lo spettacolo andrà in scena alla Corte dei Miracoli, uno spazio particolarmente significativo per questo progetto. L’edificio infatti era in passato un ospedale psichiatrico e oggi è diventato un centro culturale e sociale molto attivo nella città. “È un luogo pieno di storia e di vita – ha spiegato – oggi ospita attività culturali, laboratori, corsi gratuiti e iniziative sociali per tante comunità”. Accanto alla compagnia teatrale, Stracciati ha annunciato anche un nuovo progetto culturale promosso dalla sua associazione Atopos, sostenuto dalla Fondazione Monte dei Paschi. Il progetto, intitolato “Sincronia”, sarà aperto a tutta la cittadinanza e coinvolgerà adulti, bambini e persone con o senza disabilità. “Il sincronismo – ha spiegato – diventa un modo per creare empatia e senso di comunità”. Un percorso artistico e umano che, come ha concluso la coreografa, ha un obiettivo preciso: “Spero che il pubblico si porti a casa un valore artistico e che non sia lo stesso di quando è entrato”.

Simona Sassetti

Nasce a Siena nel 1991, lavora a Siena Tv dal 2016. Ha scritto prima sul Corriere di Siena, poi su La Nazione. Va pazza per i cantanti indie, gli Alt-J, poi Guccini, Battiato, gli hamburger vegani, le verdure in pinzimonio. È allergica ai maschilismi casuali. Le diverte la politica e parlarne. Ama il volley. Nel 2004 ha vinto uno di quei premi giornalistici sezione giovani e nel 2011 ha deciso di diventarlo



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