Settimana Santa, il programma a Siena e l’appello alla pace di Don Flavio Frignani

Triduo presieduto dal Cardinale in Duomo, Messa Crismale anticipata per favorire la partecipazione dei fedeli: il direttore dell’Ufficio Liturgico richiama all’unità con i cristiani perseguitati e alla preghiera per la pace

Di Redazione | 31 Marzo 2026 alle 16:30

“Siamo entrati nella grande settimana, la Settimana Santa, che conduce al Triduo della passione, morte e risurrezione del Signore.” Don Flavio Frignani, direttore dell’Ufficio Liturgico diocesano, intervenuto in diretta stamani a “Buongiorno Siena“, guida al cuore dell’anno cristiano e alla trama delle celebrazioni che, tra parrocchie e Cattedrale, scandiranno i prossimi giorni. Al centro il richiamo a vivere questi riti con lo sguardo aperto sul mondo ferito dalle guerre.

Messa Crismale, perché si anticipa

La Messa Crismale, per tradizione prevista al giovedì mattina, viene anticipata per permettere la partecipazione del popolo di Dio. Nella diocesi “sorella” di Montepulciano–Chiusi–Pienza è celebrata il martedì pomeriggio; a Siena il mercoledì pomeriggio, così da non ridurla a un appuntamento per soli sacerdoti e consentire ai fedeli di esserci.

“È una celebrazione molto particolare: anticiparla al mercoledì pomeriggio permette ai laici di partecipare. Durante la Messa Crismale tutti i presbiteri rinnoveranno le promesse sacerdotali, confermando il loro impegno a servizio della Chiesa e dei fratelli.”

Il Triduo in Cattedrale: orari e momenti chiave

Il Cardinale Augusto Paolo Lojudice presiederà i riti in Duomo a Siena:

Giovedì, ore 18: Messa in Cena Domini con il ricordo dell’istituzione dell’Eucaristia e il rito della lavanda dei piedi.

Venerdì Santo, ore 18: Celebrazione della Passione del Signore e adorazione della Croce.

Sabato, ore 23: Solenne Veglia della Risurrezione, con inizio sul sagrato del Duomo, benedizione del fuoco e del cero, rito lucernale e Santa Messa con l’annuncio pasquale.

Guerre, restrizioni, persecuzioni: la Pasqua nel mondo reale

Il contesto internazionale entra nelle navate. Don Frignani invita a non dimenticare quanti, in molte aree del pianeta, vivono la fede a rischio della vita o sotto pesanti limitazioni.

“In tante parti del mondo la Chiesa è ancora perseguitata. Noi possiamo celebrare serenamente i riti pasquali; altrove ai cristiani, e in modo particolare ai cattolici, questo è precluso o possibile solo a rischio concreto.”

Lo sguardo va anche alla Terra Santa, dove “i riti della Settimana Santa saranno senza concorso di popolo all’interno del Santo Sepolcro”, mentre nelle comunità della diocesi le celebrazioni si svolgeranno regolarmente.

La voce della pace

Nelle parole di Frignani, il costante appello della Chiesa a pregare e digiunare per la pace. Il Papa, fin dall’inizio del suo ministero, non cessa di chiederla come via concreta di convivenza, rispetto e fraternità tra i popoli.

“È l’unico che parla di pace concretamente, di convivenza tra i popoli, di rispetto, di fraternità. E ci richiama a pregare per la pace, a chiedere al Signore il dono della pace.”

Un invito che risuona anche nell’attualità: dai richiami a non cedere alla “tentazione di dubitare della pace” fino agli sforzi per garantire i riti pasquali a Gerusalemme.

Il senso ultimo

Non solo calendario, dunque. La Settimana Santa chiama a una partecipazione piena e consapevole, uniti ai fratelli che soffrono.

“Questi sono giorni belli da vivere in pienezza, sapendo le difficoltà di tanti nostri fratelli nel mondo. La Pasqua è annuncio di risurrezione e di pace: chiediamola e custodiamola”.



Articoli correlati