Si fingono corrieri e rubano vino pregiato: scoperti con 1.500 bottiglie a Montepulciano

Carico destinato all’estero restituito alla cantina: foglio di via per tre anni

Di Redazione | 23 Marzo 2026 alle 11:30

Si fingono corrieri e rubano vino pregiato: scoperti con 1.500 bottiglie a Montepulciano

Un carico di 1.500 bottiglie di vino pregiato DOCG, destinato al mercato estero, è stato recuperato dalla Polizia di Stato al termine di un’operazione che ha permesso di sventare una truffa ai danni di un’azienda vitivinicola del territorio.

L’intervento è scattato nel primo pomeriggio del 16 marzo lungo la SP 135, tra Montepulciano e Torrita di Siena, quando una pattuglia della Polizia Stradale di Siena – Distaccamento di Montepulciano ha notato un autocarro con un’andatura sospetta, poi fermatosi in una piazzola di sosta. Gli agenti hanno proceduto al controllo del mezzo, un Iveco 35, rinvenendo all’interno del vano di carico le bottiglie, per un valore commerciale di migliaia di euro.

Le verifiche si sono approfondite a seguito delle dichiarazioni contraddittorie dei due occupanti, un 27enne e un 25enne originari della Campania, già noti per reati contro il patrimonio. Gli accertamenti tecnici hanno fatto emergere che le targhe del veicolo a noleggio erano state contraffatte tramite pellicole adesive e che l’utenza telefonica del presunto acquirente risultava fittizia.

Contattata la cantina produttrice, i poliziotti hanno ricostruito la presunta truffa: i due si sarebbero sostituiti al vero corriere, presentandosi in anticipo e utilizzando dati acquisiti con artifici per farsi consegnare il carico. L’intera partita di vino è stata immediatamente restituita al legittimo proprietario, mentre i due sono stati denunciati. Sono in corso ulteriori indagini per accertare eventuali collegamenti con una rete criminale più ampia. A seguito degli accertamenti della Divisione Anticrimine, il Questore di Siena ha disposto per entrambi la misura di prevenzione del foglio di via obbligatorio da Montepulciano e Chianciano Terme per tre anni.

Il procedimento è attualmente nella fase delle indagini preliminari e, come previsto dalla legge, la responsabilità degli indagati sarà accertata solo con eventuale sentenza definitiva.



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