Siena, al Classico maxi rimpatriata con 700 studenti

Domani il “Liceone” riapre corridoi e saloni per la serata degli ex: alle 18.30 presentazione di Mnemosine, poi la grande festa per 700

Di Andrea Bianchi Sugarelli | 6 Febbraio 2026 alle 19:30

Siena, al Classico maxi rimpatriata con 700 studenti

C’è chi ha ritrovato il compagno di banco sparito dai radar da vent’anni, chi ha tirato fuori una foto in bianco e nero con i bordi consumati, chi è rientrato in scena con lo stesso soprannome di quarta ginnasio. Poi c’è la scuola, quella vera: porte, scalinate e corridoi che per una sera smettono di essere solo passaggi e tornano a fare da piazza. Domani, sabato 7 febbraio 2026, il Liceo classico Enea Silvio Piccolomini riapre la sede storica di Sant’Agostino per un maxi-ritrovo che mette insieme studenti di oggi e soprattutto ex di molte generazioni.

Il termometro dell’attesa, stavolta, non è un manifesto in bacheca ma un dato secco: la chat WhatsApp nata attorno all’evento conta 700 iscritti. Numeri che dicono già molto e che hanno imposto un piccolo “upgrade” organizzativo, a partire dalla scelta degli spazi.

L’iniziativa è promossa dall’associazione Il Liceone, presieduta da Giuliana Testa, realtà che nasce nel solco delle grandi rimpatriate del Piccolomini, a cominciare dalla serata del 18 aprile 2009, quando il cinquantennale del Comitato studentesco portò a cena circa 800 persone. Un precedente rimasto nella memoria della scuola e che oggi funziona, più che come nostalgia, come unità di misura.

Domani il programma si muove su due binari: memoria e convivialità. Alle 18.30 è prevista la presentazione di Mnemosine, volume che vuole essere insieme album, archivio e mappa di un pezzo di vita studentesca senese. Il lavoro ripercorre la storia del Comitato studentesco dalla nascita nel 1958-59 fino alle attività più recenti, con un arco di riferimento che arriva al 2026: dentro ci sono numeri unici, commedie, fotografie, motti, stemmi, elenchi dei comitatensi e materiali recuperati e ordinati in mesi di ricerca. Il progetto editoriale è curato da Marco Marinocon il contributo di Ruggero Bandini e Niccolò Ligabue; l’impianto grafico è di Matteo Cannoni. La copertina porta la firma di Emilio Giannelli, vignettista del Corriere della Sera ed ex liceale: un dettaglio che dà al libro un’impronta riconoscibile anche fuori dalla cerchia degli “addetti ai ricordi”.

Proprio per la mega partecipazione annunciata, la presentazione non si terrà in aula magna come previsto in un primo momento: per ragioni di capienza è stata spostata nella chiesa di Sant’Agostino. Finita la parte introduttiva, la serata cambia ritmo e passa alla festa: ingresso tra le 20 e le 21, cena a buffet nei corridoi in formula da gala informale, nella prima ala della scuola, lato biblioteca, con catering e musica.

La “notte del Liceone” si inserisce in una tradizione che al Piccolomini ritorna a cicli. Prima del 2009, l’altro capitolo spesso citato è il 1988 (nella foto), quando negli spazi di Sant’Agostino andò in scena il Processo al Liceo (Beniamino Placido ebbe a dire: “Il glorioso liceo classico aveva (forse ancora ha) una capacità, francamente mostruosa. La capacità di far dimenticare immediatamente, completamente, il latino e il greco appresi nelle sue aule. I nostri nostalgici del liceo classico, quando in vacanza incontrano un’epigrafe antica, distolgono prudentemente lo sguardo, per non fare cattiva figura davanti ai figli (che mandano ovviamente al liceo classico). Sorge il sospetto che il nostro liceo classico abbia sempre insegnato non tanto il latino e il greco, quanto la presunzione di conoscere il latino e il greco). In mezzo e dopo, altre occasioni di ritorno, tra cui l’edizione del 2012. Poi la pausa forzata e i rallentamenti legati al Covid, che hanno congelato per un periodo iniziative e calendario. L’idea di domani, ora, è rimettere in circolo un senso di appartenenza che continua a funzionare come segnale di riconoscimento anche tra persone che, nel frattempo, fanno mestieri diversi e vivono vite lontane. Un nuovo assaggio c’è stato a dicembre con i liceali degli anni ’90.

Intanto, nei giorni di vigilia, la super chat ha fatto da anticamera: sono riemersi scatti d’epoca e battute che non hanno perso il passo. Una miscela di nostalgia e leggerezza, più simile a una rimpatriata ben organizzata che a un’operazione celebrativa. Domani sera toccherà ai corridoi del “Liceone” chiudere il cerchio: stessi muri, generazioni diverse, una scuola che per qualche ora cambia funzione senza cambiare indirizzo. Con un dato già sul tavolo, 700 persone connesse e pronte a tornare, e un altro che si scoprirà solo alla fine: quante, davvero, varcheranno quel portone per rivedere da vicino il luogo dove, per molti, è rimasto appeso un pezzo di vita.

Andrea Bianchi Sugarelli

Andrea Bianchi Sugarelli è giornalista professionista con una lunga esperienza maturata nelle tv senesi e nella stampa locale dove dal 1996 ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità negli ambiti dello sport, cultura, Palio e cronaca giudiziaria. Nato a Siena nel 1973, nel corso della sua carriera ha gestito le attività di comunicazione per le Città del Vino, svolgendo anche le funzioni di portavoce e curando i rapporti istituzionali con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero dell’Agricoltura. Ha inoltre fatto parte del CdA dell’antica Biblioteca degli Intronati. Ha guidato il settore comunicazione del Siena Calcio in serie C e, tra il 2020 e il 2021, è stato responsabile della comunicazione per il sindaco di Siena, Luigi De Mossi, e delle Società partecipate del Comune. Ha un percorso accademico che si è svolto nelle università di Siena e Firenze e alla Luiss Business School. È autore e co-autore di saggi di carattere storico e di attualità.



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