Siena, AllertaMedia: lettera aperta contro la presentazione di David Parenzo alla Biblioteca degli Intronati

L'Associazione AllertaMedia invia una lettera aperta al Presidente della Biblioteca degli Intronati contro l’evento con David Parenzo in occasione della Giornata della Memoria, in programma sabato 31 gennaio

Di Redazione | 27 Gennaio 2026 alle 11:30

Siena, AllertaMedia: lettera aperta contro la presentazione di David Parenzo alla Biblioteca degli Intronati

L’Associazione AllertaMedia invia una lettera aperta al Presidente della Biblioteca degli Intronati contro l’evento con David Parenzo in occasione della Giornata della Memoria.

@AllertaMedia, realtà indipendente di monitoraggio critico e contro-informazione attiva da anni sul territorio nazionale e internazionale, ha inviato una lettera aperta al Prof. Raffaele Ascheri, Presidente del CdA della Biblioteca Comunale degli Intronati di Siena, per esprimere profonda preoccupazione e dissenso riguardo alla presentazione del libro “Lo scandalo Israele” di David Parenzo, in programma sabato 31 gennaio 2026 alle ore 11:00 proprio nella prestigiosa sede della Biblioteca.

L’evento, in programma sabato prossimo 31 gennaio, pubblicizzato come chiusura del ciclo “Incontri in Biblioteca” e collocato simbolicamente nella Giornata della Memoria, viene contestato non per negare la libertà di espressione – principio sacro per @AllertaMedia – ma per gravi questioni di opportunità etica e coerenza morale.

Nella lettera, Gianni Magini sottolinea come ospitare un autore che ha più volte negato pubblicamente il rischio di genocidio a Gaza (nonostante le pronunce della Corte Internazionale di Giustizia, i rapporti di Amnesty International, Human Rights Watch, IPC, OMS e OCHA/ONU che documentano decine di migliaia di morti, distruzione sistematica di infrastrutture civili e carestia usata come arma) rischi di trasformare una giornata dedicata alla riflessione universale sul dolore e sull’oppressione in un momento di legittimazione unilaterale di una narrazione che contrasta con i fatti documentati.

La lettera è già sottoscritta da:

– Freedom Flotilla Italia
– Global Movement to Gaza Italia
– Global Sumud Flotilla Italia
– Collettivo Studentesco Jama’a (Siena)
– Forum per la Pace – Valdelsa
– Laboratorio Left Siena
– Patrizia Cecconi (Scrittrice e Storica sulla Palestina)
– Maria Elena Delia (Portavoce Italiana GSF)

Le sottoscrizioni resteranno aperte fino al giorno dell’evento.

 

Di seguito pubblichiamo il testo integrale della lettera aperta inviata al Prof. Raffaele Ascheri, Presidente del CdA – Biblioteca Comunale degli Intronati:

“Egregio Presidente Ascheri,

Le scrivo non solo come fondatore di @AllertaMedia, ma come cittadino che ha fatto del monitoraggio critico e della contro-informazione una ragione di vita. La nostra realtà non è un ufficio stampa: è uno spazio di resistenza digitale nato per dare voce a ciò che il mainstream spesso preferisce silenziare o edulcorare.

È con profonda amarezza, dunque, che leggo della presentazione del libro “Lo scandalo Israele” di David Parenzo, prevista per il 31 gennaio proprio tra le mura della nostra prestigiosa Biblioteca degli Intronati.

Presidente, il punto non è la libertà di espressione — che per noi è sacra — ma l’opportunità etica. Scegliere di ospitare un personaggio come David Parenzo proprio nei giorni in cui il mondo si ferma per la Giornata della Memoria, affidandogli il microfono in un’istituzione pubblica, significa ignorare la realtà dei fatti che noi, come osservatori indipendenti, documentiamo con numeri e testimonianze ogni giorno.

La “Memoria” non è una ricorrenza statica; è un impegno attivo contro l’oppressione. Eppure, le cronache e i post dell’autore raccontano una storia che urta violentemente contro i dati della comunità internazionale.

I Fatti contro la Narrativa: il peso della realtà

Chi si occupa di informazione sa che le parole hanno conseguenze. Ecco perché sento il dovere di mettere a confronto alcune tesi dell’autore con la realtà documentata dai nostri archivi e dagli organismi mondiali:

– Sull’esistenza del Genocidio: Mentre Parenzo dichiarava pubblicamente che “non c’è alcun genocidio” (marzo 2024), la Corte Internazionale di Giustizia riconosceva già un rischio plausibile, imponendo misure urgenti. In quel momento, contavamo già 31.000 anime spezzate a Gaza. Negare questa possibilità non è un’opinione, è un affronto al diritto internazionale.

– Sulla distruzione sistematica: Ad aprile 2024, Parenzo ribadiva a Piazzapulita che il genocidio fosse un’invenzione. Eppure, i rapporti di Amnesty International parlavano chiaro: distruzione di ospedali, scuole e infrastrutture vitali. Un piano calcolato per rendere Gaza inabitabile. Le vittime erano già salite a 32.000.

– Sulla carestia come arma: Nel corso del 2025, l’autore ha più volte sostenuto che Israele fornisse aiuti continui. I rapporti IPC e l’OMS lo hanno smentito categoricamente, parlando di una carestia catastrofica e deliberata. Ad agosto 2025, i morti superavano i 67.000. Di quale “aiuto” stiamo parlando?

– Sulla criminalizzazione del dissenso: Definire “antisemite” le manifestazioni studentesche che chiedono giustizia è una generalizzazione pericolosa. Come sottolineato da Human Rights Watch, usare l’antisemitismo come scudo per silenziare la critica politica è un atto che danneggia la libertà di tutti.

– Il tragico bilancio finale: Mentre a fine 2025 si bollavano le missioni umanitarie come “provocazioni”, i dati OCHA/ONU certificavano il superamento della soglia dei 73.000 morti. Una cifra che non può essere derubricata a “effetti collaterali” senza perdere la propria bussola morale.

Un appello alla coerenza della Sua Istituzione

Presidente, la Biblioteca degli Intronati è il cuore pulsante della cultura senese. Portare in questa sede, proprio il 31 gennaio, una narrazione così marcatamente unilaterale rischia di trasformare una giornata di riflessione universale in un atto di legittimazione politica indiretta.

Siena merita di meglio. Merita un dibattito che non abbia paura della verità, che sappia guardare al dolore dei popoli senza fare differenze di bandiera e che rispetti il diritto internazionale sopra ogni interesse di parte.

Le chiedo, con la franchezza che contraddistingue il mio lavoro, di riconsiderare questo evento. Se proprio deve esserci, che sia un confronto vero: si integri l’incontro con chi può portare la testimonianza dei diritti calpestati e la voce del popolo palestinese. Oppure si preveda anche un’altra iniziativa similare, che dia voce a chi può confutare punto per punto le tesi fantasiose di David Parenzo su un tema così drammatico. A Siena c’è un Comitato per la Palestina molto attivo ma di cui i media parlano poco: li contatti. Oppure inviti il Rettore dell’Università per Stranieri di Siena Tomaso Montanari, in modo da creare un interessante contraddittorio con il Sig. Parenzo.

Resto, come sempre, dalla parte dei fatti.

Cordiali saluti,
Gianni Magini
Fondatore e Presidente di AllertaMedia”

 



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