Siena: biotech, giovani ricercatori e intelligenza artificiale. A Pontignano il cantiere della nuova ricerca biomedica

Di Redazione | 14 Marzo 2026 alle 20:00

Siena: biotech, giovani ricercatori e intelligenza artificiale. A Pontignano il cantiere della nuova ricerca biomedica

Giovani ricercatori, nuove tecnologie e collaborazione tra università. Si è conclusa alla Certosa di Pontignano la settimana di lavori del Dottorato di Interesse Nazionale dedicato alle infezioni a rischio epidemico-pandemico, uno dei principali programmi di formazione avanzata in Italia nel campo della ricerca biomedica.

Novantuno dottorande e dottorandi provenienti da università di tutta Italia hanno partecipato a lezioni scientifiche, seminari e momenti di confronto con docenti e ricercatori. Al centro del programma le nuove frontiere della ricerca sulle malattie infettive, sempre più legate all’integrazione tra scienze della vita, dati e strumenti di intelligenza artificiale.

“Il Dottorato di Interesse Nazionale sulle infezioni a rischio epidemico-pandemico nasce per formare una nuova generazione di ricercatrici e ricercatori capaci di affrontare queste sfide con un approccio multidisciplinare”, ha dichiarato Donata Medaglini, prorettrice dell’Università di Siena e coordinatrice del Dottorato nazionale. “La rete di università e istituzioni coinvolte garantisce ai dottorandi un contesto di formazione e collaborazione di eccellenza e, anche grazie alla strategica collaborazione con la Fondazione Biotecnopolo di Siena, favorisce nuove opportunità di scambio scientifico e crescita della ricerca”.

Durante la settimana i giovani ricercatori hanno avuto l’occasione di confrontarsi con esperti di diversi ambiti scientifici e di avviare nuove relazioni di collaborazione. “Le scuole di dottorato non sono soltanto luoghi dove si apprendono nuove conoscenze”, ha sottolineato Annalisa Santucci, Vicepresidente della Fondazione Biotecnopolo di Siena. “Sono spazi nei quali nasce una comunità scientifica. Molte collaborazioni e molte amicizie scientifiche prendono forma proprio in contesti come questo. Le sfide legate alle malattie infettive e alla preparazione alle emergenze sanitarie sono globali”, ha aggiunto Santucci.

“Per affrontarle servono reti di ricercatori che condividano conoscenze e lavorino insieme. È lo stesso spirito che guida il Dottorato nazionale e la missione della Fondazione Biotecnopolo di Siena”. L’esperienza della settimana di Pontignano ha confermato il valore di un modello formativo che punta sui giovani e sulla collaborazione scientifica, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo della ricerca italiana nelle grandi sfide del biotech.



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