Siena, caso Montanari: La Russa chiede le scuse, Michelotti invoca le dimissioni

Il rettore: "Grave che la seconda carica dello Stato minacci un cittadino"

Di Simona Sassetti | 9 Marzo 2026 alle 12:00

Siena, caso Montanari: La Russa chiede le scuse, Michelotti invoca le dimissioni

Si accende lo scontro politico attorno alle parole del rettore dell’Università per Stranieri di Siena Tomaso Montanari, finite al centro di una polemica nazionale dopo alcune dichiarazioni pronunciate durante un incontro a Firenze sul referendum sulla giustizia.

Nel corso dell’iniziativa a sostegno del “no”, Montanari aveva contrapposto le figure dei padri e delle madri costituenti – tra cui Teresa Mattei, Piero Calamandrei, Giuseppe Dossetti, Giorgio La Pira e Nilde Iotti – agli attuali vertici politici del Paese, citando Giorgia Meloni, Ignazio La Russa, Carlo Nordio e Francesco Lollobrigida. Nel suo intervento il rettore aveva usato il termine “banditi”, scatenando immediate reazioni politiche. A intervenire per primo è stato il presidente del Senato Ignazio La Russa, che ha chiesto pubblicamente le scuse del rettore, minacciando altrimenti un’azione legale.

“Finora per pietà e rispettoso del Non ti curar di loro – ha dichiarato – non ho mai considerato degno di attenzione ciò che diceva o scriveva Tomaso Montanari. Ma anche chiunque ci penserebbe cento volte prima di affibbiare a me, insieme a Giorgia Meloni, Francesco Lollobrigida e Carlo Nordio, l’insulto di “bandito””.

La Russa ha quindi invitato Montanari “a scusarsi prima di dover fare ricorso alle vie giudiziarie”.

Alla polemica si è aggiunto anche il deputato senese di Fratelli d’Italia Francesco Michelotti, che ha chiesto apertamente le dimissioni del rettore.

“Tomaso Montanari ha perso l’ennesima occasione per tacere – ha dichiarato Michelotti –. Ricorre all’insulto perché non ha argomenti consistenti e dimostra di ignorare il contenuto del referendum sul quale si è fatto promotore del “no”. Parole gravi rivolte ai vertici istituzionali del governo”.

Secondo il parlamentare, “il basso registro che da sempre caratterizza Montanari scredita e mortifica l’Università per Stranieri di Siena. Chi ricopre un ruolo che dovrebbe essere modello di alto spessore non può permettersi di offendere lo Stato. Per questo chiediamo le sue immediate dimissioni”.

Il rettore non ha però fatto marcia indietro e ha replicato duramente alle critiche. “Che la seconda carica dello Stato trovi tempo e parole per una cosa del genere non stupisce – ha commentato sui social Montanari –. Ma che minacci un cittadino per un’opinione liberamente espressa e argomentata in una campagna referendaria, questo invece è grave”.

Montanari ha poi spiegato il senso delle sue parole, sostenendo che il termine utilizzato facesse riferimento al significato storico e costituzionale legato alla messa al bando del fascismo nella Costituzione repubblicana.

Simona Sassetti

Nasce a Siena nel 1991, lavora a Siena Tv dal 2016. Ha scritto prima sul Corriere di Siena, poi su La Nazione. Va pazza per i cantanti indie, gli Alt-J, poi Guccini, Battiato, gli hamburger vegani, le verdure in pinzimonio. È allergica ai maschilismi casuali. Le diverte la politica e parlarne. Ama il volley. Nel 2004 ha vinto uno di quei premi giornalistici sezione giovani e nel 2011 ha deciso di diventarlo



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