Siena, chef scomparso nel Matese da 8 giorni: ricerche senza esito

Ferraiuolo, 54 anni, ex cuoco fuori Porta Camollia: si è allontanato il 15 febbraio in pigiama e senza telefono. Operazioni riprese anche stamani con droni, unità cinofile, Soccorso Alpino e controlli nei pozzi

Di Andrea Bianchi Sugarelli | 23 Febbraio 2026 alle 14:00

Siena, chef scomparso nel Matese da 8 giorni: ricerche senza esito

C’è un punto, nelle scomparse, in cui il tempo smette di essere un numero e diventa un rumore di fondo che fa paura: quello delle chiamate senza risposta, dei controlli incrociati, delle mappe che si allargano. È lì, in quer limbo, che si trova da domenica 15 febbraio la famiglia di Massimiliano Ferraiuolo, 54 anni, originario di Calvisi, frazione di Gioia Sannitica (Caserta), chef con esperienze anche in Toscana – dalla Val d’Orcia alle cucine di Siena, dove per anni ha lavorato in un’attività gastronomica fuori Porta Camollia – e oggi al centro di una ricerca che, dopo otto giorni, non ha ancora prodotto un esito.

L’uomo si è allontanato la mattina del 15 febbraio dall’abitazione in cui vive la madre. Secondo la ricostruzione fin qui confluita nelle segnalazioni e negli atti d’avvio delle ricerche, sarebbe uscito a piedi, indossando solo il pigiama, senza portare con sé telefono, documenti o effetti personali. Da quel momento, nessun contatto. I familiari hanno dato l’allarme e le attività di ricerca si sono intensificate giorno dopo giorno. Anche questa mattina, 23 febbraio, le operazioni sono ripartite sul territorio.

Massimiliano Ferraiuolo a Siena

 

Ferraiuolo – riferiscono fonti d’indagine – convive con una patologia, elemento che viene tenuto in considerazione in ogni valutazione sulle possibili direzioni dell’allontanamento e sulla necessità di intervenire in tempi rapidi. Non risultano, allo stato, comunicazioni ufficiali su avvistamenti ritenuti decisivi.

Sul campo operano forze dell’ordine, vigili del fuoco, protezione civile e volontari attivati anche dall’amministrazione comunale. Un ruolo centrale lo hanno le unità specializzate del Soccorso Alpino e Speleologico, impiegate nelle perlustrazioni di aree boschive e tratti impervi. Il focus delle ricerche si è concentrato in particolare nella zona di Monte Sant’Angiolillo, sul primo fronte del Matese, con l’impiego di cani molecolari e strumenti di rilevazione termica. Finora, però, né le ricognizioni dall’alto con droni né il lavoro delle unità cinofile avrebbero consentito di individuare una presenza riconducibile all’uomo: le tracce, viene riferito, sarebbero state rilevate solo in paese e poi si sarebbero interrotte. Parallelamente sono stati effettuati controlli in profondità: una squadra di sommozzatori ha ispezionato cinque pozzi nell’area, senza riscontri utili. Le verifiche, da quanto trapela, proseguono anche con l’obiettivo di ricostruire eventuali collegamenti tra i punti ispezionati e le vie di accesso.

La vicenda non è seguita solo nel casertano. A Siena, dove Ferraiuolo ha lavorato per anni e dove è rimasto conosciuto nel circuito della ristorazione cittadina, la notizia ha riacceso contatti e telefonate: colleghi e conoscenti provano a capire se ci siano elementi o segnalazioni utili. In queste ore resta sul tavolo anche l’ipotesi – al momento non supportata da elementi pubblici – che l’uomo possa essersi spostato con l’aiuto di un passaggio o con mezzi non tracciabili, rendendo più difficile la ricostruzione immediata del percorso.

Massimiliano Ferraiuolo

 

Ieri, 22 febbraio, la nipote ha affidato ai social un messaggio che fotografa il clima di queste ore: una settimana lunga, senza notizie, con le ricerche ancora attive e la speranza che arrivi finalmente un riscontro: “Per tutte quelle persone che stanno avendo un pensiero per mio Zio.. Siamo al termine di una lunga settimana ma purtroppo non ci sono ancora notizie… Domani le indagini saranno ancora attive e speriamo fortemente in qualche buona notizia. Zio se sei qui con noi, torna presto.. che ti stiamo aspettando con tutto il cuore”.

Le ricerche continuano e vengono rimodulate in base agli esiti delle perlustrazioni e alle segnalazioni che arrivano al numero di emergenza e ai presidi sul territorio. In questi casi, spiegano fonti operative, ogni informazione – un avvistamento, un passaggio, un dettaglio temporale – viene verificata e inserita nella mappa delle attività.

Intanto, tra Gioia Sannitica e Siena, l’attesa resta la stessa: capire dove sia finito lo chef che, fino a poche settimane fa, era una presenza concreta tra turni di lavoro e rientri in famiglia, e che oggi sembra essersi dissolto nei boschi senza lasciare un appiglio. Chiunque avesse informazioni utili è invitato a contattare le autorità competenti.

Andrea Bianchi Sugarelli

Andrea Bianchi Sugarelli è giornalista professionista con una lunga esperienza maturata nelle tv senesi e nella stampa locale dove dal 1996 ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità negli ambiti dello sport, cultura, Palio e cronaca giudiziaria. Nato a Siena nel 1973, nel corso della sua carriera ha gestito le attività di comunicazione per le Città del Vino, svolgendo anche le funzioni di portavoce e curando i rapporti istituzionali con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero dell’Agricoltura. Ha inoltre fatto parte del CdA dell’antica Biblioteca degli Intronati. Ha guidato il settore comunicazione del Siena Calcio in serie C e, tra il 2020 e il 2021, è stato responsabile della comunicazione per il sindaco di Siena, Luigi De Mossi, e delle Società partecipate del Comune. Ha un percorso accademico che si è svolto nelle università di Siena e Firenze e alla Luiss Business School. È autore e co-autore di saggi di carattere storico e di attualità.



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