Siena, donazione di rene da padre a figlio: la storia di Alessandro e Andrea Gonnelli

Il giovane senese Alessandro Gonnelli, 22 anni, ha ricevuto un rene dal padre, Andrea Gonnelli. Domenica, allo stadio, la Robur, di cui entrambi sono da sempre tifosi, li ha omaggiati con una premiazione che ha commosso tutti

Di Redazione | 3 Marzo 2026 alle 15:30

Alessandro Gonnelli, 22 anni, giovane giornalista senese e contradaiolo della Pantera, ha ricevuto un rene dal padre, Andrea Gonnelli, panterino doc anche lui. Li abbiamo raggiunti mentre erano a Bologna per controlli post-operatori: entrambi stanno bene e stanno tornando alla vita di tutti i giorni. Domenica, allo stadio, la Robur, di cui entrambi sono da sempre tifosi, li ha omaggiati con una premiazione che ha commosso tutti.

La convalescenza e il ritorno alla normalità

Alessandro racconta di aver ritrovato il sorriso e la routine, pur dopo settimane non semplici.

«Piano piano si sta riprendendo tutto normalmente, come se niente fosse. La settimana post-operatoria è stata la più complessa: stare fermo è la cosa più difficile per me. Ma sono sempre stato circondato da persone che non mi hanno mai fatto mancare affetto e supporto».

La decisione del padre: “Non ho avuto dubbi”

Andrea parla con una semplicità che spiega da sola la forza del legame familiare.

«Non ci ho riflettuto molto. Alessandro è tutta la mia vita. Ho fatto gli esami per primo, è andata bene e siamo andati avanti. Le paure? Più per lui che per me. Ero convinto che, per quanto mi riguarda, sarebbe andato tutto bene».

L’emozione dello stadio e l’abbraccio della città

Padre e figlio sono tifosi bianconeri. La premiazione di domenica è stata un momento speciale anche per una storia personale che con lo stadio ha un legame profondo. «In quel campo ho lavorato come collaboratore per quasi dieci anni. Tornarci con Alessandro e ricevere un riconoscimento dalla Robur è stato emozionante, dice Andrea. Alessandro, intanto, è tornato a seguire il Siena per lavoro. «Scrivere la cronaca della partita dallo stadio, dopo due mesi di assenza, è stato emozionante. Riparto da qui: giornalismo, sport e contrada».

La gratitudine e il “clamore” mediatico

Il giovane giornalista non nasconde la sorpresa per l’attenzione ricevuta, ma la accoglie come un’occasione utile. «Voglio ringraziare tutti, anche chi ha mandato solo un messaggio. Se la nostra storia può aiutare anche solo una persona, per me è un successo enorme. A 22 anni non è scontato gestire tutto questo, ma va bene così».

Un messaggio a chi sta soffrendo

La famiglia Gonnelli ha attraversato anni di battaglie silenziose. Oggi il loro racconto diventa un appello semplice e potente. «Non arrendetevi mai. Noi abbiamo tenuto duro, tutti insieme: io, mia moglie, la famiglia. E alla fine è andata per il meglio. Non perdete mai la speranza», dice Andrea. Alessandro aggiunge un ringraziamento «agli amici di sempre», compagni discreti e preziosi in ogni passaggio della ripresa.

«Se il nostro cammino può essere d’aiuto anche a una sola persona, allora è valsa la pena di raccontarlo» dice Alessandro. E in questa frase c’è l’essenza di una storia che parla di coraggio, comunità e amore incondizionato.



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