Siena si interroga sul proprio futuro partendo da una domanda tanto semplice quanto decisiva: ha senso restare? È il filo conduttore dell’incontro “Siena e i suoi giovani: ha senso restare?”, che si è svolto ieri sera al Palazzo del Capitano, promosso dal Consiglio dei Giovani di Siena in collaborazione con la Fondazione Monte dei Paschi di Siena.
Un evento partecipato, aperto alla città, che ha messo al centro non solo il tema dell’attrattività, ma soprattutto quello, ancora più urgente, della capacità di trattenere i giovani, evitando che competenze e talenti prendano la strada dell’altrove.
Dopo gli interventi introduttivi di realtà come Codesign Toscana, USiena Alumni e il progetto regionale GiovaniSì, il dibattito è entrato nel vivo con una tavola rotonda che ha visto il confronto tra politica e nuove generazioni. Presenti Monica Casciaro (consigliera comunale di Siena Sostenibile), Lorenza Bondi (consigliera comunale di Forza Italia) e Rossana Salluce (Segretaria dell’Unione Comunale del Partito Democratico), chiamate a rispondere ai quesiti sempre più urgenti dei giovani.

Ma il cuore della serata sono state proprio le voci dei ragazzi.
“È quello che cerchiamo di scoprire oggi – ha spiegato Samuele Aprea, membro del Consiglio dei Giovani –. Questa domanda nasce per chi studia, per chi vuole lavorare, per chi vuole creare qualcosa: ci sono davvero gli incentivi e le opportunità per restare? Non vogliamo dare una risposta definitiva, ma aprire un dibattito che parta dai giovani”.
Un confronto che parte dalla realtà: Siena è una città universitaria, con due Atenei e un patrimonio culturale unico, ma il fenomeno della “fuga dei cervelli” resta concreto e percepito. E spesso riguarda proprio chi si forma qui.
“Io sono tra quelli che è andato via – ha aggiunto Samuele – ma voglio a tutti i costi tornare. Siena è una città unica. Per questo momenti come questo possono aiutare i giovani a fare scelte più consapevoli: partire non è mai facile, ma tornare è ancora più difficile”.

Accanto a lui, Giulia Manganelli ha sottolineato il valore del dialogo diretto con le istituzioni: “Vogliamo capire cosa Siena ha da offrire oggi e cosa vuole diventare domani. La scelta di partire è legittima oppure le istituzioni devono fare di più per contrastare questo fenomeno?”.
E proprio il rapporto tra giovani e istituzioni è uno dei nodi centrali emersi: “Per noi è fondamentale che siano presenti – ha spiegato Giulia – perché crediamo che questo sia anche un modo per avvicinare la popolazione alle istituzioni, che spesso sembrano lontane ma in realtà possono essere più vicine di quanto si pensi”.
L’incontro non ha dato risposte definitive, ma ha acceso una riflessione condivisa. Siena, con le sue eccellenze e le sue fragilità, resta a un bivio: continuare a formare talenti destinati a partire o costruire le condizioni perché possano scegliere (davvero) di restare.