Il 2026 si presenta come un anno decisivo per il tessuto economico senese. “Le imprese del territorio – spiega Massimo Guasconi, Presidente della Camera di Commercio – sono chiamate a confrontarsi con cambiamenti che intrecciano dinamiche internazionali e ricadute locali, dal commercio globale alle tensioni geopolitiche, fino ai costi energetici”.
Uno snodo cruciale sarà la decisione dell’Unione Europea sul possibile accordo con il Mercosur, attesa per il 20 gennaio, ovvero uno stanziamento che garantirebbe al comparto agricolo europeo 45 miliardi di euro già a partire dal 2028. L’intesa che potrebbe aprire nuovi spazi per l’export ma che solleva anche preoccupazioni nel settore agricolo, già protagonista di proteste e mobilitazioni. “Quella scelta — osserva Guasconi — sarà un vero termometro del clima economico e sociale, soprattutto per le nostre filiere agricole, che temono una competizione difficile da sostenere”.
A incidere sul quadro economico, inoltre, sono i nuovi scenari di crisi e instabilità internazionale, in particolare sul fronte energetico. “Le evoluzioni politiche in aree strategiche come il Venezuela potrebbero influenzare l’andamento del petrolio e, di conseguenza, i costi per imprese e famiglie – sottolinea-. Le aziende dovranno rafforzare resilienza e diversificazione”.
Parallelamente, molte realtà produttive senesi stanno intensificando i percorsi di internazionalizzazione e ricerca di nuovi mercati, anche in risposta ai cambiamenti legati ai dazi e alle politiche commerciali verso gli Stati Uniti. “Le imprese guardano con maggiore attenzione ad altre aree del mondo – spiega – , avviando strategie di remarketing e ampliamento dei mercati di riferimento”.
La sfida, conclude, sarà quella di conciliare apertura ai mercati globali e tutela delle filiere locali, accompagnando le imprese in una fase di trasformazione che coinvolgerà l’intero territorio senese.