Siena, Esselunga sotto sequestro: verso un nuovo rinvio

Mercoledì 28 gennaio il Tribunale torna sul caso del nuovo punto vendita in strada Massetana Romana, ma l’udienza potrebbe risolversi in un passaggio tecnico per l’assenza del giudice titolare: tempi ancora più lunghi e cantiere fermo

Di Andrea Bianchi Sugarelli | 26 Gennaio 2026 alle 18:00

Siena, Esselunga sotto sequestro: verso un nuovo rinvio

Fra due giorni, mercoledì 28 gennaio, il Tribunale di Siena tornerà a mettere mano sul caso del nuovo complesso Esselunga, quasi completato ma fermo da oltre un anno e ancora sotto sequestro. L’esito più probabile, però, è che si vada verso un nuovo rinvio: l’udienza è confermata, tuttavia dovrebbe essere interlocutoria di appoggio, perché non ci sarà per legittimo impedimento il giudice titolare, dottoressa Elena Pollini, originariamente designata. I tempi, dunque, si allungano nonostante l’appuntamento, atteso da tempo, riparta dopo il primo posticipo disposto in autunno dal dottore Andrea Grandinetti.

L’appuntamento è fissato davanti al Gup e riguarda otto persone per le quali la Procura di Siena ha chiesto il rinvio a giudizio, nell’inchiesta coordinata dal pm Siro De Flammineis. Il procedimento ruota attorno a una contestazione che, in sintesi, tocca il cuore urbanistico dell’operazione: secondo l’impostazione accusatoria, durante l’iter che ha portato alla realizzazione della struttura sarebbero emerse irregolarità edilizie e urbanistiche tali da integrare – per sette indagati – anche l’ipotesi di lottizzazione abusiva, oltre ad altre contestazioni che comprendono, a vario titolo, abuso edilizio in zona vincolata, profili paesaggistici e ipotesi di falso legate agli atti amministrativi. Gli addebiti sono, allo stato, ipotesi e dovranno essere vagliati: l’udienza preliminare servirà proprio a verificare se il quadro raccolto dall’accusa sia sufficiente per sostenere un processo.

Sul fronte opposto, le difese – tra cui gli avvocati Enrico De Martino, Rossella De Franco e Giulia Zani, già comparsi alle precedenti chiamate – continuano a sostenere la piena legittimità dei titoli edilizi e delle procedure che hanno accompagnato la costruzione, richiamando anche precedenti pronunciamenti amministrativi favorevoli. Per le posizioni collegate a Esselunga risultano inoltre impegnati anche nomi di primo piano dell’avvocatura nazionale, tra cui l’ex ministra della Giustizia Paola Severino Di Benedetto  e il professor Giuseppe Morbidelli. È su questo crinale, tecnico e al tempo stesso decisivo, che davanti al Gup si giocherà una parte importante del match: capire se la vicenda debba proseguire con un dibattimento oppure se, per alcune o tutte le posizioni, possano aprirsi scenari diversi.

Intanto il dato materiale resta lo stesso da settembre 2024, quando sono scattati i sigilli: cantiere congelato, struttura quasi pronta, ma inutilizzabile. E con il sequestro che, salvo decisioni diverse del giudice, rimane efficace: anche in caso di eventuale rinvio a giudizio, la misura reale non cade automaticamente e può essere mantenuta fino a nuovi provvedimenti. Sullo sfondo pesa pure il precedente tentativo di ottenere il dissequestro, respinto dal collegio presieduto dal giudice Simone Spina. E mentre cresce l’attesa per l’udienza, sul piano pratico – come già evidenziato – prende corpo l’ipotesi che mercoledì si vada soprattutto verso un ulteriore rinvio, proprio perché non sarebbe ancora disponibile il giudice titolare: un dettaglio che rischia di tradursi, ancora una volta, in un allungamento dei tempi anche se non è da escludere che il fascicolo possa essere riassegnato.

Ma c’è di più perché la posta in gioco non è solo giudiziaria. Pesa, in modo lapalissiano, anche sul piano occupazionale: la nuova apertura – programmata inizialmente per dicembre 2024 – avrebbe dovuto portare circa cento inserimenti. Con lo stallo, una parte dei lavoratori formati è stata temporaneamente ricollocata nella rete aziendale, ma molti altri hanno nel frattempo scelto di interrompere il rapporto o cercare alternative, soprattutto per l’impossibilità di reggere a lungo trasferimenti e incertezze. Il paradosso è tutto lì: un punto vendita pronto all’inaugurazione, ma senza una data di avvio, e una platea di addetti che nel frattempo si è assottigliata. In prospettiva, se la partita dovesse sbloccarsi, resterebbe comunque sul tavolo la necessità di ricostruire l’organico.

Mercoledì si capirà che piega prenderà il procedimento: se ci saranno le condizioni per entrare davvero nel merito oppure se, come appare più probabile, l’udienza si limiterà a un passaggio tecnico destinato a sfociare in un nuovo rinvio per l’assenza del giudice. In un senso o nell’altro, per un supermercato chiuso a chiave da oltre un anno e per chi aspetta di capire se quel cancello tornerà ad aprirsi, la giornata in tribunale resta un appuntamento che pesa. E parecchio.

Andrea Bianchi Sugarelli

Andrea Bianchi Sugarelli è giornalista professionista con una lunga esperienza maturata nelle tv senesi e nella stampa locale dove dal 1996 ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità negli ambiti dello sport, cultura, Palio e cronaca giudiziaria. Nato a Siena nel 1973, nel corso della sua carriera ha gestito le attività di comunicazione per le Città del Vino, svolgendo anche le funzioni di portavoce e curando i rapporti istituzionali con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero dell’Agricoltura. Ha inoltre fatto parte del CdA dell’antica Biblioteca degli Intronati. Ha guidato il settore comunicazione del Siena Calcio in serie C e, tra il 2020 e il 2021, è stato responsabile della comunicazione per il sindaco di Siena, Luigi De Mossi, e delle Società partecipate del Comune. Ha un percorso accademico che si è svolto nelle università di Siena e Firenze e alla Luiss Business School. È autore e co-autore di saggi di carattere storico e di attualità.



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