Fra due giorni, mercoledì 28 gennaio, il Tribunale di Siena tornerà a mettere mano sul caso del nuovo complesso Esselunga, quasi completato ma fermo da oltre un anno e ancora sotto sequestro. L’esito più probabile, però, è che si vada verso un nuovo rinvio: l’udienza è confermata, tuttavia dovrebbe essere interlocutoria di appoggio, perché non ci sarà per legittimo impedimento il giudice titolare, dottoressa Elena Pollini, originariamente designata. I tempi, dunque, si allungano nonostante l’appuntamento, atteso da tempo, riparta dopo il primo posticipo disposto in autunno dal dottore Andrea Grandinetti.
L’appuntamento è fissato davanti al Gup e riguarda otto persone per le quali la Procura di Siena ha chiesto il rinvio a giudizio, nell’inchiesta coordinata dal pm Siro De Flammineis. Il procedimento ruota attorno a una contestazione che, in sintesi, tocca il cuore urbanistico dell’operazione: secondo l’impostazione accusatoria, durante l’iter che ha portato alla realizzazione della struttura sarebbero emerse irregolarità edilizie e urbanistiche tali da integrare – per sette indagati – anche l’ipotesi di lottizzazione abusiva, oltre ad altre contestazioni che comprendono, a vario titolo, abuso edilizio in zona vincolata, profili paesaggistici e ipotesi di falso legate agli atti amministrativi. Gli addebiti sono, allo stato, ipotesi e dovranno essere vagliati: l’udienza preliminare servirà proprio a verificare se il quadro raccolto dall’accusa sia sufficiente per sostenere un processo.
Sul fronte opposto, le difese – tra cui gli avvocati Enrico De Martino, Rossella De Franco e Giulia Zani, già comparsi alle precedenti chiamate – continuano a sostenere la piena legittimità dei titoli edilizi e delle procedure che hanno accompagnato la costruzione, richiamando anche precedenti pronunciamenti amministrativi favorevoli. Per le posizioni collegate a Esselunga risultano inoltre impegnati anche nomi di primo piano dell’avvocatura nazionale, tra cui l’ex ministra della Giustizia Paola Severino Di Benedetto e il professor Giuseppe Morbidelli. È su questo crinale, tecnico e al tempo stesso decisivo, che davanti al Gup si giocherà una parte importante del match: capire se la vicenda debba proseguire con un dibattimento oppure se, per alcune o tutte le posizioni, possano aprirsi scenari diversi.
Intanto il dato materiale resta lo stesso da settembre 2024, quando sono scattati i sigilli: cantiere congelato, struttura quasi pronta, ma inutilizzabile. E con il sequestro che, salvo decisioni diverse del giudice, rimane efficace: anche in caso di eventuale rinvio a giudizio, la misura reale non cade automaticamente e può essere mantenuta fino a nuovi provvedimenti. Sullo sfondo pesa pure il precedente tentativo di ottenere il dissequestro, respinto dal collegio presieduto dal giudice Simone Spina. E mentre cresce l’attesa per l’udienza, sul piano pratico – come già evidenziato – prende corpo l’ipotesi che mercoledì si vada soprattutto verso un ulteriore rinvio, proprio perché non sarebbe ancora disponibile il giudice titolare: un dettaglio che rischia di tradursi, ancora una volta, in un allungamento dei tempi anche se non è da escludere che il fascicolo possa essere riassegnato.
Ma c’è di più perché la posta in gioco non è solo giudiziaria. Pesa, in modo lapalissiano, anche sul piano occupazionale: la nuova apertura – programmata inizialmente per dicembre 2024 – avrebbe dovuto portare circa cento inserimenti. Con lo stallo, una parte dei lavoratori formati è stata temporaneamente ricollocata nella rete aziendale, ma molti altri hanno nel frattempo scelto di interrompere il rapporto o cercare alternative, soprattutto per l’impossibilità di reggere a lungo trasferimenti e incertezze. Il paradosso è tutto lì: un punto vendita pronto all’inaugurazione, ma senza una data di avvio, e una platea di addetti che nel frattempo si è assottigliata. In prospettiva, se la partita dovesse sbloccarsi, resterebbe comunque sul tavolo la necessità di ricostruire l’organico.
Mercoledì si capirà che piega prenderà il procedimento: se ci saranno le condizioni per entrare davvero nel merito oppure se, come appare più probabile, l’udienza si limiterà a un passaggio tecnico destinato a sfociare in un nuovo rinvio per l’assenza del giudice. In un senso o nell’altro, per un supermercato chiuso a chiave da oltre un anno e per chi aspetta di capire se quel cancello tornerà ad aprirsi, la giornata in tribunale resta un appuntamento che pesa. E parecchio.