Circa 300 persone hanno partecipato questa sera alla fiaccolata per la pace che ha attraversato il centro storico di Siena. L’iniziativa, promossa da CGIL Siena insieme a una rete di associazioni cittadine, è partita da La Lizza, davanti alla sede del sindacato, per concludersi in Piazza Tolomei, dove si sono svolti alcuni interventi e testimonianze.
La manifestazione è stata organizzata con lo slogan “contro i re e le loro guerre”, per richiamare l’attenzione sulla situazione globale e chiedere il rispetto del diritto internazionale, il cessate il fuoco nei conflitti in corso e la tutela dei diritti umani.
Secondo gli organizzatori, l’iniziativa si inserisce in una mobilitazione più ampia che in queste settimane sta coinvolgendo diverse città italiane e straniere per chiedere lo stop alle guerre e il ritorno alla diplomazia multilaterale.

Tra i promotori della fiaccolata, la segretaria generale della CGIL Siena Alice D’Ercole, che ha spiegato il senso dell’iniziativa sottolineando la preoccupazione per l’attuale scenario globale.
«Siamo qui – ha detto – per il rispetto del diritto internazionale e per la pace. Stiamo vivendo un disordine mondiale in cui la logica del più forte e della guerra rischia di travolgere l’equilibrio internazionale. La pace non è solo assenza di guerra, ma anche libertà e giustizia, e oggi sentiamo il dovere di stare dalla parte dei popoli e della dignità umana».
D’Ercole ha anche criticato il silenzio della politica internazionale e nazionale su molti conflitti in corso: «Non condannare significa accettare che le bombe continuino a uccidere le persone. Per noi la priorità è il cessate il fuoco e il ripristino del diritto internazionale, perché le guerre colpiscono prima di tutto i civili e impoveriscono i popoli».

Alla fiaccolata ha preso parte anche l’ANPI di Siena, tra i promotori dell’iniziativa. La presidente Silvia Folchi ha richiamato il legame tra la mobilitazione per la pace e i principi della Costituzione italiana.
«L’ANPI – ha spiegato – ha nel proprio DNA la difesa della Costituzione, e uno dei suoi articoli fondamentali è l’articolo 11, che stabilisce che l’Italia ripudia la guerra. Per questo siamo in piazza e continueremo a mobilitarci affinché questo principio venga applicato davvero».
Nel corso della manifestazione sono intervenuti anche rappresentanti delle associazioni e alcuni testimoni diretti dei conflitti. Tra questi Sharif Hamad, palestinese originario di Gaza e sopravvissuto alla guerra, che ha portato la sua testimonianza.

«Noi palestinesi – ha detto – chiediamo giustizia per tutti i popoli del mondo. Se un genocidio viene accettato o tollerato, rischia di diventare un precedente e di ripetersi altrove. Per questo dobbiamo continuare a far sentire la nostra voce finché le guerre non saranno fermate».
La fiaccolata senese è stata promossa da CGIL, ARCI, ANPI e numerose associazioni del territorio, tra cui Libera, Non Una di Meno, Arcigay, Auser, Sunia e la Rete senese contro il riarmo. Un corteo pacifico che, tra torce accese e cartelli, ha voluto lanciare dalla città del Palio un appello alla pace, al dialogo e al rispetto del diritto internazionale.
